Arrestato l’agente dell’ICE che sparò a un cittadino venezuelano durante la maxi operazione anti-immigrazione a Minneapolis

È stato arrestato ieri a Minneapolis Christian Castro, l’agente dell’ICE – l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane degli Stati Uniti, al centro della politica di espulsione degli immigrati irregolari dell’amministrazione Trump – accusato di aver sparato al venezuelano Julio Cesar Sosa-Celis a Minneapolis, lo scorso 14 gennaio, durante l’Operation Metro Surge. Un’operazione che ha dato vita a settimane di proteste e scontri tra agenti e manifestanti e che ha portato anche all’uccisione di due cittadini statunitensi per mano di agenti federali.
L’arresto
In base a un accordo con le forze dell’ordine del Minnesota, mercoledì 16 settembre, Castro si sarebbe recato volontariamente dal Texas a Minneapolis per consegnarsi alle autorità statali presso l’ufficio del suo avvocato, Daniel Gerdts, ma, come riferito da quest’ultimo a Reuters, avrebbe finito per essere arrestato pochi minuti prima del suo arrivo. Un altro legale dell’agente, Rolando Cantu, ha invece respinto le accuse dei pubblici ministeri della contea di Hennepin, secondo cui, per Castro, sussisterebbe il pericolo di fuga, affermando che il suo cliente avrebbe sempre avuto intenzione di rispondere alle accuse a Minneapolis: «Vuole la sua giornata in tribunale». A Minneapolis Castro è stato quindi preso in custodia dagli agenti del Minnesota Bureau of Criminal Apprehension ed è attualmente detenuto nella prigione di Hennepin.
Le accuse contro Castro
Su di lui pendeva già un’accusa federale di false dichiarazioni, per la quale era stato sottoposto a custodia cautelare, salvo poi essere stato rilasciato su cauzione dopo la prima udienza davanti al tribunale distrettuale degli Stati Uniti a McAllen, in Texas all’inizio di settembre. Ancora prima, i tentativi di arrestare Castro da parte dello Stato del Minnesota erano stati ostacolati dal suo rientro in Texas, suo stato d’origine, a causa del rifiuto da parte del governatore repubblicano Gregg Abbot di firmare l’estradizione richiesta dal governatore del Minnesota Tim Walz.
Ti potrebbe interessare
Le accuse contestate a Castro sono legate allo stesso episodio ma si pongono su due livelli giudiziari diversi. In Minnesota deve rispondere di aggressione e falsa denuncia. A livello federale, invece, è accusato di aver mentito agli investigatori sulle circostanze della sparatoria. Secondo l’accusa, Castro avrebbe sparato a Sosa-Celis alla gamba attraverso la porta dell’appartamento dell’uomo, mentre in casa erano presenti anche dei bambini. Castro ha invece sostenuto di aver reagito a un attacco con una pala da neve e una scopa da parte dello stesso Sosa-Celis e altri. Ricostruzione poi smentita dalle prove video. L’accusa federale di false dichiarazioni ha segnato il primo procedimento del Dipartimento di Giustizia degli Usa nei confronti di un agente delle forze dell’ordine accusato di aver commesso illeciti nell’ambito della contestatissima operazione degli agenti ICE a Minneapolis.

