Omicidi con la ricina, la certezza degli investigatori: «Il veleno negli alimenti»

Ci sono «elementi certi» sul reato di duplice omicidio premeditato nel giallo di Pietracatella. Ovvero l’avvelenamento da ricina che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita lo scorso dicembre. E alla fine le tracce negli alimenti sequestrati sarebbero state trovate. Secondo indiscrezioni riportate dal Messsaggero, gli esperti del Koch Institute di Berlino, ai quali sono state affidate le perizie dalla procura di Larino, avrebbero rilevato il veleno che a ridosso di Natale ha ucciso madre e figlia ma non Gianni Di Vita, mentre l’altra figlia non era presente.
Omicidi con la ricina
Per una risposta definitiva bisognerà attendere il rapporto ufficiale dell’istituto tedesco. «L’incrocio tra due dati, l’esito delle analisi sugli alimenti presenti nella casa di Pietracatella e repertati nell’immediatezza dei fatti, e quello sui 131 prelievi effettuati a luglio, ci potrà confermare o escludere il veicolo che ha portato alla morte Sara e Antonella», ha detto ieri l’avvocato di Gianni, Vittorino Facciolla. Sul fronte investigativo sono circa 200 le persone ascoltate finora e nelle ultime settimane diverse testimonianze sono state di nuovo approfondite, con particolare attenzione alla ricostruzione dei rapporti personali e familiari.
Le testimonianze
Nei giorni scorsi è stata ancora ascoltata la cugina di Gianni, Laura Di Vita. È stata riconvocata la prossima settimana per la sua sesta audizione. Sentita anche Loredana, altra cugina che vive a Pietracatella. Gli investigatori stanno inquadrando un movente intrecciato, soprattutto, attorno alla pista passionale. Domenica è stata risentita Monia, professoressa all’istituto agrario di Riccia e amica di Gianni. E Maria Antonietta, vicepreside del classico in cui studia Alice (sorella maggiore di Sara) e moglie di Giampiero Mastrogiorgio, l’infermiere che somministrò le flebo a madre e figlia a Santo Stefano.
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Favoreggiamento
Nel fascicolo della procuratrice Elvira Antonelli c’è una persona indagata per favoreggiamento. Si tratta di un’amica di Antonella Di Ielsi. La donna non avrebbe raccontato che la moglie di Gianni già dal 2019 le aveva accennato al divorzio.

