La tomba di Tutankhamon nasconde altre camere: cosa dicono gli ultimi studi e perché c’entra la regina Nefertiti

Il giovane faraone Tutankhamon e la regina degli Egizi Nefertiti sono ancora al centro di studi archeologici e anche dell’interesse dei più appassionati. La tomba del sovrano è stata scoperta nel 1922 dall’archeologo britannico Howard Carter. Ma da oltre cent’anni le ricerche nella Valle dei Re sono continuate e hanno portato alla scoperta di un possibile corridoio largo due metri e camere nascoste. Uno spazio che, secondo le teorie degli esperti, potrebbe non essere mai stato inesplorato e potrebbe dare nuovo materiale per conoscere ulteriormente l’Antico Egitto.
Iniziano nuove indagini nella tomba del sovrano
Le indagini sono iniziate con il gruppo guidato dall’archeologo Mamdouh Eldamaty della Ain Shams University del Cairo, già ministro egiziano delle Antichità, e i loro risultati sono stati pubblicati negli Occasional Papers of the Amarna Royal Tombs Project, anticipati da Nature. Gli esperti hanno compiuto ricerche approfondire sulla tomba di Tutankhamon, che anche dopo un secolo dalla sua scoperta continua a riservare novità. Con nuove indagini geofisiche hanno dato il via a radar a penetrazione del suolo, misure di microgravità e registrazioni di resistività elettrica con cui hanno individuato un spazio che si estenderebbe dopo la tomba del Faraone. A Nature il gruppo ha precisato che sono stati rilevati segnali importanti di un ambiente costruito prima della sepoltura del sovrano. Ma è ancora troppo presto per dare la notizia con certezza.
Da un decennio l’ipotesi di un monumento più grande
La teoria non è un’assoluta novità e va a rispolverare un pensiero del 2015. Dieci anni fa l’egittologo britannico Nicholas Reeves, analizzando le fessure della parete settentrionale della camera funeraria, ipotizzò che ci fosse una falsa parete costruita appositamente per nascondere altre camere. Dietro alla tomba di Tutankhamon, che ha dimensioni molto ridotte rispetto a quelle di una sepoltura reale, secondo l’egittologo si troverebbe una zona inesplorata. E forse collegata al complesso funerario di Nefertiti. Il complesso che oggi possiamo vedere sarebbe solo una parte di una tomba più grande, modificata quando il faraone è morto improvvisamente. La parte inziale sarebbe stata ampliata per accogliere il sovrano, mentre la zona più profonda sarebbe stata chiusa.
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La teoria di Reeves non è stata accettata da tutti. Se alcuni esperti hanno confermato la possibile presenza di camere oltre la tomba ufficiale, per altri questa era un’opzione non accettabile. A dare sostegno all’ipotesi dell’egittologo britannico sono stati Eldamaty e i suoi collaboratori del National Research Institute of Astronomy and Geophysics che si sono addentrati nello studio del monumento, effettuando misurazioni con il georadar. I risultati sono stati poi analizzati da George Ballard, ingegnere strutturale e presidente della società di consulenza geofisica GBG Group, che a Nature ha parlato di un possibile corridoio di due metri riempito di detriti. Uno spazio che le indagini degli scorsi anni potrebbero non aver identificato perché gli esperti andavano alla ricerca di uno spazio vuoto oltre la tomba.
La microgravità per capire i possibili spazi
Il gruppo di Eldamaty non si è limitato ai georadar, ma ha voluto analizzare più approfonditamente lo spazio con un’indagine di microgravità. Hanno quindi misurato le variazioni del campo gravitazionale terrestre con l’obiettivo di ricostruire differenze nella densità delle strutture presenti nel sottosuolo. Le oltre mille misurazioni realizzate sulla superficie di 35 metri quadrati della tomba, stando all’analisi di Ballard, mostrerebbero un ambiente artificiale con angoli retti che si estende parallelamente alla parete settentrionale della camera funeraria. Inoltre, è stata rilevata anche una zona a bassa densità che contiene al suo interno un’area quadrata ad alta densità. Ballard ha spiegato questo dettaglio ipotizzando una possibile camere con dentro degli oggetti.
A novembre gli ulteriori sviluppi
L’ipotesi è che ci siano altre camere dopo la tomba di Tutankhamon da cui non si può accedere da nessun altro ingresso. Per procedere al lavoro il gruppo deve disporre dell’autorizzazione delle autorità egiziane, poi già dal prossimo novembre potrebbero iniziare le ricerche più approfondite. Realizzando dei piccoli fori sulle pareti, sarà possibile introdurre dispositivi dotati di telecamere per osservare ciò che sta oltre la tomba del faraone. Il tutto senza addentrarsi con scavi invasivi. Il possibile spazio che gli studio cercano potrebbe non essere stato accessibile a nessun essere umano dall’antichità e forse potrebbe mettere in relazione la tomba del sovrano con quella di Nefertiti.

