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Assolto Baby Gang per diffamazione e istigazione a delinquere: aveva insultato una giornalista e invitato i suoi follower a fare lo stesso

21 Settembre 2026 - 12:46 Marco Fedeli
Il trapper Baby Gang, assolto dall'accusa di diffamazione e istigazione a delinquere per fatti del 2022
Il trapper Baby Gang, assolto dall'accusa di diffamazione e istigazione a delinquere per fatti del 2022
La vicenda risaliva a un servizio del 2022, il trapper è stato comunque condannato a pagare una multa di 2.700 euro per aver diffuso il suo numero di telefono
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Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, protagonista da anni delle cronache giudiziarie, è stato assolto dalle accuse di diffamazione e istigazione a delinquere per aver, secondo, l’accusa, insultato via social una giornalista per un servizio andato in onda, invitando i propri follower a fare lo stesso. Il giudice lo ha condannato invece a una multa di 2.700 euro per trattamento illecito di dati personali.

Gli insulti sui social

Il trapper venticinquenne, in carcere da marzo con l’accusa di possesso e utilizzo di armi, rapina e maltrattamenti nei confronti della compagna, è stato assolto in primo grado il 18 settembre per una vicenda risalente al 2022. Al centro del processo c’erano alcuni contenuti pubblicati dal cantante sui social dopo un servizio televisivo andato in onda a “Fuori dal coro”, nel quale veniva raccontata una vicenda giudiziaria che lo vedeva coinvolto. Secondo la Procura Baby Gang aveva reagito al servizio insultando la giornalista che lo aveva realizzato. Non solo, dopo aver rifiutato un’intervista, il trapper avrebbe pubblicato sui social il numero di cellulare della cronista invitando i propri follower a insultarla a loro volta, scatenando una shitstorm nei suoi confronti.

Un servizio incompleto

La difesa, rappresentata dall’avvocato Niccolò Vecchioni, aveva contestato la ricostruzione dell’accusa sottolineando come all’interno del servizio si facesse riferimento a una rapina avvenuta a Vagnate, in provincia di Milano, senza specificare che Baby Gang era stato successivamente scarcerato dal Tribunale del Riesame e che la richiesta di sorveglianza speciale nei suoi confronti era stata respinta. «La sentenza ci lascia molto soddisfatti perché lo assolve dalla diffamazione, applicando l’esimente della reciprocità delle offese e, quindi, riconoscendo sostanzialmente il carattere diffamatorio del servizio che aveva scatenato la reazione di Baby Gang», ha spiegato l’avvocato Vecchioni.

Se è ingiuria non è reato

Il trapper è stato assolto anche dall’accusa di istigazione a delinquere. Infatti la difesa aveva sostenuto che l’azione di Baby Gang «non potesse essere finalizzata alla commissione di fatti ormai depenalizzati, come l’ingiuria (che non è più reato)». Diverso l’esito della pubblicazione del numero di telefono della giornalista per cui il tribunale ha riconosciuto la violazione della norma sulla privacy, condannando il trapper a pagare 2.700 euro di multa.

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