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Fa la comparsa per un giorno in una serie tv: l’Inps gli chiede indietro almeno 50mila euro

21 Settembre 2026 - 17:46 Michela De Marchi Giusto
L'uomo aveva fatto da comparsa per un giorno sul set di una serie tv
L'uomo aveva fatto da comparsa per un giorno sul set di una serie tv
Secondo l'Istituto la giornata sul set era da considerarsi un vero lavoro per questo chiede indietro un anno di pensione. La Corte dei conti ha stabilito la restituzione della sola mensilità di aprile 2022
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Bastano 123 euro lordi guadagnati in una giornata di riprese per innescare un contenzioso da 93 mila euro. È quanto è successo a un pensionato del Trentino Alto Adige, coinvolto nell’aprile 2022 come comparsa in una puntata della serie tv Brennero. Per quella singola giornata sul set aveva incassato 116,12 euro netti, comprensivi di 37 euro di rimborso spese.

Perché l’Inps contesta la giornata sul set

Tre anni dopo, nell’ottobre 2025, l’Inps ha contattato l’uomo per chiedere la restituzione dell’intera pensione percepita nel 2022. La somma ammontava a 93 mila euro lordi, circa 59 mila netti. Per l’Istituto, infatti, il giorno da comparsa configurava un vero lavoro subordinato, incompatibile con il trattamento pensionistico per l’intero anno di riferimento. A pesare, inoltre, era il fatto che il pensionato non avesse comunicato l’avvio dell’attività lavorativa, obbligo richiesto dalle condizioni legate all’erogazione della pensione. Secondo gli avvocati dell’uomo, invece, la giornata da comparsa doveva essere considerata come mera attività occasionale, non certo come un impiego capace di giustificare la sospensione della pensione per dodici mesi.

Per il giudice non era un vero lavoro

Davanti alla Corte dei conti di Bolzano, la giudice delle pensioni Anna Zanella ha stabilito la natura subordinata della prestazione e l’assenza di comunicazione all’Inps. Tuttavia, ha sottolineato che l’occasione sul set non poteva avere lo stesso peso di un vero lavoro, capace di incidere sul mercato delle offerte, sul ricambio generazionale o sulla sostenibilità del sistema previdenziale. Per questo motivo la restituzione è stata limitata alla sola mensilità di aprile 2022 e non all’intera annualità. La Corte ha inoltre disposto che l’Inps restituisca al pensionato 3.817 euro, somma che l’Istituto aveva trattenuto da gennaio 2026 fino alla presentazione del ricorso.

Un caso simile in passato

Non è la prima volta che una vicenda simile arriva davanti alla Corte dei conti. Un altro pensionato trentino aveva partecipato per sette giornate alle riprese del film Vermiglio, guadagnando complessivamente 379 euro. Anche in quel caso l’Inps aveva inizialmente chiesto la restituzione di circa 21mila euro, ma anche quella controversia si era risolta a favore del pensionato.

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