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Duma, Russia Unita conquista 355 seggi su 450: è record per il partito che sostiene Vladimir Putin

21 Settembre 2026 - 17:55 Costanza Saporito
Elezioni per il rinnovo della Duma
Elezioni per il rinnovo della Duma
Si sono tenute in Russia le prime elezioni per il rinnovo della Duma dall'invasione dell'Ucraina, con voto anche nei territori occupati. Affluenza record al 59,32%
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Russia Unita, il partito che sostiene il presidente russo Vladimir Putin, ha vinto le elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa dell’Assemblea federale russa, che si sono concluse domenica 20 settembre, conquistando 355 seggi su 450 con il 57,83% dei voti secondo i dati preliminari. Si tratta della maggioranza più ampia dal 2003, anno in cui si è presentata per la prima volta alle elezioni parlamentari. Da allora la Russia Unita ha sempre ottenuto la maggioranza e dal 2016 detiene anche la maggioranza costituzionale, che scatta oltre la soglia dei 301 seggi. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Nova, per il Cremlino questi risultati dimostrerebbero un forte livello di coesione sociale attorno alla figura di Putin.

Le dichiarazioni di Dmitrij Medvedev, leader di Russia Unita

Dmitrij Medvedev, il leader del partito, ha salutato i primi dati elettorali come un’espressione di fiducia nel governo, promettendo di «sostenere la linea del presidente» e di «avvicinare il Paese alla vittoria».

Le elezioni per il rinnovo della Duma di Stato in Russia

Gli elettori, chiamati alle urne per il rinnovo della Duma nelle prime elezioni dall’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, hanno votato dal 18 al 20 settembre, anche online: il voto elettronico, disponibile in molte regioni, è stato incoraggiato dalle autorità e, secondo alcuni critici, renderebbe più facile per il governo controllare l’esito. L’affluenza – del 59,32% – inoltre è stata la più alta mai registrata per un’elezione di questo livello secondo quanto riferito dalla presidente della Commissione elettorale centrale Ella Pamfilova. Per la prima volta si è votato anche nelle regioni ucraine parzialmente occupate di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Cherson sulle quali Mosca rivendica la propria sovranità. Decisione contestata dall’Unione europea che ha dichiarato di non riconoscere né lo svolgimento del voto in quei territori né i risultati e ha annunciato sanzioni contro chi l’ha organizzato e contro i candidati. 

I risultati delle elezioni per il rinnovo della Duma in Russia

Sul piano dei risultati, dietro Russia Unita, seppur con uno scarto significativo, troviamo il Partito comunista (Pcrf) che ha ottenuto il 13,81% dei voti, seguito dai nazionalisti del Partito liberaldemocratico di Russia (8,98%) e da Nuova Gente (7,96%). Il partito di centrosinistra Russia Giusta si è attestato invece intorno alla soglia di sbarramento del 5%. Si tratta, in ogni caso, di forze politiche che appoggiano quasi sempre le iniziative del Cremlino e che non hanno mai messo in discussione la guerra in Ucraina. Jabloko, l’unico partito apertamente contrario all’invasione, era stato invece escluso dalla corsa elettorale lo scorso 10 agosto dalla Corte suprema per presunte violazioni delle norme sui finanziamenti esteri e sul diritto d’autore, accuse respinte dal partito. Nelle elezioni regionali che si sono tenute in contemporanea è riuscito comunque a conquistare un seggio nella Duma regionale di Novgorod, l’unico territorio in cui ha potuto partecipare: a San Pietroburgo e nella regione di Leningrado le sue liste non sono state registrate, mentre in Carelia, Kaliningrad, Sverdlovsk, Tomsk e Pskov sono state ritirate dopo i ricorsi di altri partiti.

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