Vannacci sfila un altro deputato a FI: «Il prossimo sarà Satana». La replica sul sessismo: «Donne senza la gonna? Intendevo coi pantaloni» – Il video
Roberto Vannacci ha accolto ufficialmente in Futuro Nazionale Tommaso Calderone, deputato siciliano sinora in Forza Italia. Il leader di Fnv lo ha fatto con una delle sue consuete battute dai toni provocatori, intervenendo in videocollegamento alla conferenza stampa del partito alla Camera. «Oggi entri nella squadra, il manipolo dei reietti e della feccia», ha detto rivolgendosi a Calderone. «Con Calderone oggi arriviamo a nove deputati, come i nove gironi infernali, una sorta di compimento e una specie di presagio». Poi la conclusione: «Se arriverà un decimo, o una decima che porta fortuna, sarà Satana in persona».
La «toppa» di Vannacci
L’eurodeputato ha poi respinto le accuse di sessismo piovutegli addosso per le dichiarazioni precedenti. «Una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni». È il rattoppo dell’ex generale, Roberto Vannacci, arrivato dopo la frase pronunciata poche ore prima, quando aveva detto di preferire «sempre» una donna «senza gonna». La battuta aveva suscitato pronte reazioni, titoli di giornali e accuse di machismo. In collegamento da Bruxelles, durante la conferenza stampa per presentare il nuovo acquisto di Futuro Nazionale, Tommaso Calderone, Vannacci, incalzato dai giornalisti, ha così contestato le interpretazioni date alle sue parole, accusando la stampa di «maliziosità».
Il chiarimento di Vannacci: «Una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni»
«C’è già un’agenzia, una domanda fatta con leggerezza, alla quale io ho risposto con altrettanta leggerezza», ha spiegato Vannacci. E alla giornalista che gli chiedeva conto della frase maldestra pronunciata in mattinata ai microfoni di SkyTg24, ha risposto: «Il fatto che lei si riferisse alle donne senza vestiti rivela una sua personale maliziosità, perché una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni».
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«L’ho specificato e ci tengo che questa cosa venga ricordata, io non sono un bacchettone quindi non mi vergogno di quello che dico», ha aggiunto. Per poi chiarire: «Non è tramite un capo di abbigliamento che si classificano le donne, le donne sono esseri fantastici e meravigliosi che io adoro, ma adoro in quanto donne, in quanto un dono dell’universo, l’unico essere che può dare la vita». Vannacci ha quindi ribadito di rifiutare «ogni procedura di omologazione o di omogeneizzazione con l’uomo», così come «ogni tentativo di delegare alla percezione ciò che invece la natura ha già deciso di per sé».
Vannacci: «Io una donna la preferisco sempre senza gonna»
La frase che ha provocato il successivo chiarimento era arrivata in mattinata, durante Start su Sky TG24. Interrogato sulle dichiarazioni dei giorni precedenti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Vannacci aveva infatti dichiarato: «Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna». Una battuta pronunciata mentre il generale commentava il paragone utilizzato da Tajani per parlare delle diverse anime del centrodestra.
Il riferimento al commento di Antonio Tajani
Il riferimento è alle parole pronunciate nei giorni scorsi da Tajani dal palco di Itaca 2.0. Il ministro degli Esteri aveva descritto il centrodestra come una donna «carina», «meno vistosa», ma capace di garantire «la stabilità della casa e della famiglia». Nel paragone, Tajani contrapponeva questa figura alle nuove forze della destra, rappresentate attraverso l’immagine di una donna più appariscente, che «magari sì, un giorno può piacere», ma che sarebbe meno affidabile nel lungo periodo.
Poi il discusso riferimento all’abbigliamento: «Meglio una ragazza più seria, che ha le gonne più lunghe di quell’altra». Una metafora che aveva suscitato reazioni e accuse di sessismo e alla quale Vannacci è tornato a fare riferimento nella sua dichiarazione di questa mattina.
Calderone: «In Forza Italia mi sono smarrito»
«È una forza prepotente quella di sentirsi comunità, di sentirsi parte di un partito. Queste sensazioni le avevo smarrite». Tommaso Calderone racconta così il suo ingresso in Futuro Nazionale, spiegando di aver finalmente ritrovato «la voglia di dare e di stare insieme» e di sentirsi nuovamente «a proprio agio» in un progetto politico. «Io oggi ritorno a Itaca», dichiara, in un parallelismo del suo viaggio con quello dell’eroico Ulisse.
Del resto, prosegue, ha trascorso dieci anni in Forza Italia, di cui ricorda con affetto e stima la figura del suo fondatore, Silvio Berlusconi: «Un grande uomo». Poi, qualcosa si è interrotto: «Mi sono smarrito, e con me si è smarrito qualcun altro», è l’affondo alla nuova leadership, poco apprezzata, di Antonio Tajani. Per poi intessere le lodi del nuovo leader, Roberto Vannacci, che definisce di una «empatia straordinaria», al punto da avere la sensazione, dopo soli tre giorni intensi di interlocuzione, di conoscerlo già «da tanto tempo». Una nuova adesione, quella di Calderone, molto ragionata: «Si aderisce per il programma, la destra è uno stile di vita: quelle sono le mie idee».
Il messaggio del generale
A dare il benvenuto a Calderone è stato direttamente il leader Roberto Vannacci, in collegamento da Bruxelles, esordendo con un commento alla stampa che aveva dato per certa la sua presenza in aula: «Non credete mai a quello che dice», è l’attacco ironico, prima di rivolgersi direttamente al nuovo deputato: «Mi sono emozionato alle tue parole». Vannacci ha così ripreso la metafora di Itaca utilizzata da Calderone: «Bentornato. Qua trovi Penelope e Telemaco, perché i Proci li abbiamo già sterminati noi», riferendosi agli avversari che insidiano il partito. Un nuovo membro della «sporca dozzina», commenta ancora l’ex generale, «un manipolo entusiasta e appassionato, che combatte ogni giorno con ardimento e che non molla mai».
Lo sgambetto di Rizzo: lo scippo di 500 militanti da FnV a Sassari
Ma mentre da Bruxelles il generale festeggiava il successo del nuovo ingaggio all’interno del Parlamento, sul fronte dei territori arrivava uno sgambetto da una figura da tempo vicina al generale. A portargli via 500 iscritti del «Comitato Sassari 643» di Futuro Nazionale è infatti Marco Rizzo, con cui Vannacci ha condiviso negli ultimi anni una sintonia politica su diversi temi. Il referente del comitato, Marcello Orrù, ha annunciato così che il suo percorso politico e quello degli altri iscritti proseguirà nel neonato partito dell’ex deputato, L’Italia del Domani, lasciando un movimento che ha «perso il contatto con la realtà quotidiana dei cittadini».
La defezione assume un significato particolare proprio alla luce del rapporto costruito negli ultimi anni tra Vannacci e Rizzo. I due si erano avvicinati pubblicamente già nel 2025, mostrando una sintonia politica su diversi temi, dalla guerra in Ucraina alla critica dell’Unione europea. E proprio le posizioni di Rizzo nei confronti del generale avevano contribuito a innescare lo scontro interno a Democrazia Sovrana Popolare, il partito dal quale Rizzo è uscito nel luglio scorso, dopo i frequenti apprezzamenti per le posizioni espresse da Vannacci, da lui indicato come un generale che «dice no alla guerra». Ora, a distanza di pochi mesi, quella sintonia politica si è trasformata in un travaso di militanti – forse non del tutto gradito dal generale – proprio mentre Futuro Nazionale deve fare i conti con la crescita dei consensi nei sondaggi, ma anche con la perdita di pezzi sul territorio.

