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Vannacci sfila un altro deputato a FI: «Il prossimo sarà Satana». La replica sul sessismo: «Donne senza la gonna? Intendevo coi pantaloni» – Il video

22 Settembre 2026 - 14:09 Roberta Brodini
Il generale accoglie nel partito Tommaso Calderone e prova a mettere una pezza sulle sue dichiarazioni
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Roberto Vannacci ha accolto ufficialmente in Futuro Nazionale Tommaso Calderone, deputato siciliano sinora in Forza Italia. Il leader di Fnv lo ha fatto con una delle sue consuete battute dai toni provocatori, intervenendo in videocollegamento alla conferenza stampa del partito alla Camera. «Oggi entri nella squadra, il manipolo dei reietti e della feccia», ha detto rivolgendosi a Calderone. «Con Calderone oggi arriviamo a nove deputati, come i nove gironi infernali, una sorta di compimento e una specie di presagio». Poi la conclusione: «Se arriverà un decimo, o una decima che porta fortuna, sarà Satana in persona».

La «toppa» di Vannacci

L’eurodeputato ha poi respinto le accuse di sessismo piovutegli addosso per le dichiarazioni precedenti. «Una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni». È il rattoppo dell’ex generale, Roberto Vannacci, arrivato dopo la frase pronunciata poche ore prima, quando aveva detto di preferire «sempre» una donna «senza gonna». La battuta aveva suscitato pronte reazioni, titoli di giornali e accuse di machismo. In collegamento da Bruxelles, durante la conferenza stampa per presentare il nuovo acquisto di Futuro Nazionale, Tommaso Calderone, Vannacci, incalzato dai giornalisti, ha così contestato le interpretazioni date alle sue parole, accusando la stampa di «maliziosità».

Il chiarimento di Vannacci: «Una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni»

«C’è già un’agenzia, una domanda fatta con leggerezza, alla quale io ho risposto con altrettanta leggerezza», ha spiegato Vannacci. E alla giornalista che gli chiedeva conto della frase maldestra pronunciata in mattinata ai microfoni di SkyTg24, ha risposto: «Il fatto che lei si riferisse alle donne senza vestiti rivela una sua personale maliziosità, perché una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni».

«L’ho specificato e ci tengo che questa cosa venga ricordata, io non sono un bacchettone quindi non mi vergogno di quello che dico», ha aggiunto. Per poi chiarire: «Non è tramite un capo di abbigliamento che si classificano le donne, le donne sono esseri fantastici e meravigliosi che io adoro, ma adoro in quanto donne, in quanto un dono dell’universo, l’unico essere che può dare la vita». Vannacci ha quindi ribadito di rifiutare «ogni procedura di omologazione o di omogeneizzazione con l’uomo», così come «ogni tentativo di delegare alla percezione ciò che invece la natura ha già deciso di per sé».

Vannacci: «Io una donna la preferisco sempre senza gonna»

La frase che ha provocato il successivo chiarimento era arrivata in mattinata, durante Start su Sky TG24. Interrogato sulle dichiarazioni dei giorni precedenti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Vannacci aveva infatti dichiarato: «Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna». Una battuta pronunciata mentre il generale commentava il paragone utilizzato da Tajani per parlare delle diverse anime del centrodestra.

Il riferimento al commento di Antonio Tajani

Il riferimento è alle parole pronunciate nei giorni scorsi da Tajani dal palco di Itaca 2.0. Il ministro degli Esteri aveva descritto il centrodestra come una donna «carina», «meno vistosa», ma capace di garantire «la stabilità della casa e della famiglia». Nel paragone, Tajani contrapponeva questa figura alle nuove forze della destra, rappresentate attraverso l’immagine di una donna più appariscente, che «magari sì, un giorno può piacere», ma che sarebbe meno affidabile nel lungo periodo.

Poi il discusso riferimento all’abbigliamento: «Meglio una ragazza più seria, che ha le gonne più lunghe di quell’altra». Una metafora che aveva suscitato reazioni e accuse di sessismo e alla quale Vannacci è tornato a fare riferimento nella sua dichiarazione di questa mattina.

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