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Elly Schlein studia da premier a Bruxelles, le «larghe intese» con Tajani e il messaggio a Conte sull’Ucraina – Il video

29 Settembre 2026 - 17:29 Simone Disegni
La segretaria Pd a Bruxelles per l'omaggio a David Sassoli traccia le linee rosse del Pd. E Tajani avverte Salvini e Vannacci: «L'Europa è la nostra patria»
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Stretta tra guerre e sfide titaniche, l’Europa non ha scelta se non di proseguire con la sua integrazione. Anche rafforzando il ruolo delle istituzioni comuni. Le polemiche quotidiane che spaccano i partiti, in Italia come in Ue, si spengono per un giorno e lasciano spazio alle «larghe intese» nel nome di David Sassoli. A Bruxelles è il giorno dell’omaggio al giornalista e politico spentosi prematuramente nel gennaio 2022: a lui è intitolato da oggi un edificio del Parlamento europeo, che guidò in un periodo drammatico, quello della pandemia e del seguente collasso economico. A celebrare il ricordo di Sassoli e rielaborarne l’insegnamento c’è alle porte del palazzo di Bruxelles un parterre de roi: la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che entrò in carica a gennaio 2022 proprio dopo la scomparsa prematura di Sassoli, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il suo vice italiano Raffaele Fitto, l’ex premier, presidente della Commissione e padre nobile del Pd Romano Prodi, i capigruppo Ue di socialisti, popolari e liberali. Dall’Italia, per il governo il ministro degli Esteri Antonio Tajani e a guidare la pattuglia Pd la segretaria Elly Schlein. Con idee neanche troppo diverse sul da farsi, oggi e domani.

La ricetta di Tajani per rilanciare l’Europa

Dell’ex conduttore del Tg1 diventato dirigente politico Tajani tiene a sottolineare le radici (comuni) cristiane, il fatto che fosse prima di tutto «una persona perbene». Ne ricorda la lealtà e la coerenza con gli ideali. Quanto al momento attuale di «grande difficoltà», il leader di Forza Italia riafferma pensando a Sassoli che l’Europa «è la nostra casa, la nostra garanzia, il nostro futuro, la nostra patria: la casa di tutti i popoli europei, che deve unificarsi per guardare al futuro». E quindi, «sarebbe un errore non credere in un’Europa con più poteri»: in concreto, Tajani rispolvera l’idea di un Parlamento europeo che possa «finalmente ottenere il potere di iniziativa legislativa». Il ministro degli Esteri evita questa volta di rievocare l’altra riforma istituzionale più discussa, quella del superamento del diritto di veto – indigesta ai suoi alleati. Ma su tutto il resto rimarca una linea diametralmente opposta a quella della Lega di Matteo Salvini, per non parlare di quella di Roberto Vannacci.

Fondi comuni e sostegno all’Ucraina, la trincea di Schlein in Ue

Lo fa invece Elly Schlein, che incoraggiata dai sondaggi sulle politiche 2027 studia ormai apertamente da candidata premier. Emozionata sulla spianata del Parlamento europeo davanti ai vertici Ue di oggi e di ieri, la segretaria Pd prima traccia il suo ricordo di Sassoli, che la accolse e la guidò tra i corridoi di Bruxelles da giovane europarlamentare, poi chiede di tradurre la sua lezione sui valori europei in scelte concrete: «Il Next Generation EU è stato una grande intuizione da non lasciar cadere. Se oggi l’Europa è minacciata da potenze che la vogliono indebolire, serve un grande salto nell’integrazione europea», che comprenda «il coraggio di superare l’unanimità e di avanzare per chi vuole tramite cooperazioni rafforzate». E poi investimenti comuni per sostenere «un grande piano sociale Ue, un grande piano di difesa comune e d’innovazione per accompagnare cittadini e imprese in riconversione ecologica». Quella parola «difesa» viene pronunciata quasi d’un fiato, ma il messaggio ai leader di Bruxelles e agli alleati del M5S arriva poco dopo nei commenti a margine della cerimonia: interrogata sulla posizione da tenere sull’Ucraina, Schlein dice che «il progetto europeo, oggi, mentre continua a sostenere un popolo che subisce un’invasione criminale, deve anche mandare avanti uno sforzo politico e diplomatico che per noi deve tradursi in un unico negoziatore, per non lasciare spazio alle telefonate ambigue di Trump con Putin». Di certo, aggiunge, «una pace giusta non può essere una resa alle ragioni dell’aggressore».

L’ultimo appello Schlein lo rivolge direttamente ai tanti «presidenti» Ue presenti, riprendendo una proposta del Nobel per la Fisica Giorgio Parisi: «Per non subire i ricatti delle grandi potenze e difendere il modello sociale europeo, immaginiamo un grande centro europeo sull’AI, per dire che l’unione fa la forza». Un messaggio che a suo modo Schlein prova a inviare pure all’interno del suo partito, lacerato in questi giorni da divisioni e polemiche sul ddl antisemitismo: l’idea di fondo del Pd era quella di «assemblare culture politiche che insieme hanno fatto la resistenza, costruito le basi della Repubblica e poi dell’Ue», e Sassoli la interpretava «mai col sapore del compromesso ma della sintesi alta e naturale».

Il monito di Mattarella e quello di Prodi

A ispirare lo spirito comune europeista nel giorno dell’omaggio all’ex presidente del Parlamento europeo, d’altronde, è stato il messaggio inviato alla cerimonia da Sergio Mattarella. «Associare il nome di Sassoli a uno degli edifici in cui svolge ogni giorno la vita democratica europea celebra la determinazione con cui ha servito la causa del popolo europeo. Sassoli seppe garantire il ruolo dell’Assemblea preservandone il peso in un momento di crisi. Anche da quel passaggio difficile trasse alimento la Conferenza sul futuro dell’Unione, lasciata cadere nelle sue conclusioni in maniera imprevidente laddove urge, invece, il rafforzamento delle istituzioni europee», affonda il presidente della Repubblica nell’occasione. E Romano Prodi si unisce al coro richiamando l’Europa a tornare a svolgere il ruolo di «faro della democrazia» e le forze politiche ad abbandonare «disegni nazionali che non hanno più nessuna possibilità di affermarsi». L’eco dell’ascesa di Roberto Vannacci in Italia, dell’Afd in Germania e di Marine Le Pen in Francia per un giorno resta sullo sfondo.

In copertina: La segretaria del Pd Elly Schlein a Bruxelles per l’intitolazione di un edificio del Parlamento europeo a David Sassoli – 29 settembre 2026

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