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Nessy Guerra, il video-testamento dell’ex marito su TikTok e le ultime minacce: «Lapidazione pubblica se non torna pentita» – Il video

01 Ottobre 2026 - 12:29 Costanza Saporito
L'uomo ha pubblicato una serie di video contro la ventisettenne sanremese condannata in Egitto per adulterio. In uno detta le sue volontà sull'eredità. Guerra a LaPresse: «Farà di tutto per nuocermi». Il 7 ottobre è attesa l'udienza a Hurghada per l'affidamento della figlia
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Torna a parlare sui social l’italo-egiziano Tamer Hamouda, ex marito di Nessy Guerra, la ventisettenne sanremese condannata in primo e secondo grado a sei mesi di carcere dal Tribunale egiziano di Hurghada per adulterio. Nelle scorse ore l’uomo ha pubblicato su TikTok una serie di video, tra cui uno in cui chiede la lapidazione pubblica dell’ex moglie, con cui ha una bambina di tre anni e mezzo, Aisha, «perché questo dice l’Islam». Poi ha postato un ultimo video, una sorta di testamento. Questa volta lo schermo resta completamente buio e si sente soltanto la sua voce: «Lascio in eredità ad Aisha tutto quanto, 1/6 a mia madre e il resto delle donazioni è su un file sul telefono». Infine il messaggio rivolto alla figlia: «Ti voglio bene Aisha». Il video è girato di notte, si vedono da lontano le luci di una strada e alla fine si intravedono delle tegole, come se l’uomo fosse su un tetto.

@astronotturno

#nessyguerra

♬ audio originale – Tamer Hamouda

Contattata da LaPresse, Guerra ha commentato: «Vuole me e abbiamo capito che farà di tutto per nuocermi se non ritorno sottomessa da lui». Meno di un mese fa Hamouda aveva scritto una lettera all’ex moglie in cui le chiedeva di risposarsi «immediatamente e pubblicamente» e di tornare a vivere insieme.

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#nessyguerra

♬ audio originale – Tamer Hamouda

Il video in cui Tamer Hamouda chiede la lapidazione dell’ex moglie

Nei video Hamouda, che appare molto agitato, chiede di poter incontrare la figlia, che dice di non vedere «da più di 1.000 giorni», poi si scaglia contro Guerra: «Dopo che si è portata via la mia vita e la mia famiglia, se non torna pentita oggi quello che io chiedo come punizione per lei è la lapidazione pubblica. Non le avete dato nemmeno i 6 mesi, quindi o lei o me. Lascio tutto in eredità secondo quanto dice l’Islam, non voglio più niente, lo merita tutto la mia bambina e lo merita mia madre».

Poi Hamouda continua: «Io non ci sto a vivere in un mondo del genere: se Nessy deve averla vinta e se ne va con un altro a divertirsi e non viene punita con la lapidazione pubblica, perché è questo che comanda Dio, non è 5 mesi o altro, per quello che mi ha fatto, se io non avrò la mia bambina immediatamente, mi dovrete dare la pena di morte perché io ho il diritto. Su di lei lo deve fare il pubblico perché chi ha peccato scagli la prima pietra, io ne ho diritto perché mi ha portato via la figlia, questo dice l’Islam».

Perché Nessy Guerra è bloccata al Cairo

Dal 2022 Guerra è bloccata al Cairo insieme alla figlia di tre anni e mezzo, avuta dallo stesso Hamouda e per la quale l’uomo ha ottenuto il divieto d’espatrio fino al raggiungimento della maggiore età (21 anni in Egitto). Da luglio, in seguito al fermo della donna – poi rilasciata –, mamma e figlia vivono in una località mantenuta segreta e sorvegliata h24 da tre agenti di polizia. Lì la donna attende la sentenza della Cassazione.

Le prossime tappe

Pochi giorni fa, in due interviste al quotidiano Repubblica, una pubblicata sull’edizione di Genova, l’altra su quella nazionale, Guerra ha affermato di sentirsi «braccata», raccontando di essere «bloccata in casa senza mai poter vedere la luce del sole, senza poter portare la mia bambina a fare una passeggiata. Sono anni che è così». Il prossimo 7 ottobre ci sarà l’udienza a Hurghada per l’affidamento della figlia. Dal 2024 la bambina è affidata alla nonna materna, Fiorella Mazza, che si è trasferita insieme al marito in Egitto per stare vicino alla figlia. L’ambasciata italiana al Cairo ha formalizzato mesi fa una richiesta di grazia per la donna rivolta al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Sempre a Repubblica Guerra aveva dichiarato: «Voglio essere assolta in Cassazione. La grazia implica la mia colpevolezza, e mi nuocerebbe nel procedimento giudiziario per l’affido di mia figlia».

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