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Un cane gli corre incontro, lui cade e si rompe polso e gomito: il padrone dovrà risarcirlo con 112mila euro

03 Ottobre 2026 - 22:31 Francesca Milano
American Staffordshire Terrier
Per il Tribunale di Macerata il proprietario è responsabile anche se il cane non ha toccato l’uomo: basta che la sua corsa lo abbia costretto ad arretrare provocandone la caduta
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Un cane gli corre incontro senza guinzaglio, lui arretra per evitarlo, cade e si rompe un polso e un gomito. Ora il proprietario dell’animale dovrà risarcirlo con 112mila euro. È successo a Corridonia, in provincia di Macerata, dove il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del padrone del cane anche se l’animale, secondo la ricostruzione emersa in giudizio, non avrebbe mai toccato né morso l’uomo.

La dinamica della caduta

L’incidente risale al 23 aprile 2020, in pieno lockdown. Erano circa le 15.30 e l’uomo si trovava davanti alla propria abitazione insieme alla moglie e alla cognata. Da un portone rimasto socchiuso era uscito un American Staffordshire Terrier del vicino, senza guinzaglio né museruola, che aveva cominciato a correre nella sua direzione.

L’uomo – un operaio calzaturiero – aveva istintivamente fatto alcuni passi indietro per allontanarsi dal cane, ma aveva perso l’equilibrio ed era caduto, procurandosi una frattura composta del polso e una lussazione del gomito sinistro, oltre a un lungo periodo di malattia. Successivamente, come ricostruisce il Corriere Adriatico, l’uomo aveva anche perso il posto di lavoro.

Per questo motivo, aveva deciso di fare causa al vicino chiedendo un risarcimento complessivo di 235.500 euro.

La difesa del padrone: «Voleva solo fare le feste»

Davanti al Tribunale civile di Macerata, il proprietario del cane ha contestato la ricostruzione dell’operaio. Secondo la sua versione, l’animale si sarebbe semplicemente avvicinato per fare le feste e l’uomo ne avrebbe interpretato male le intenzioni. La caduta, inoltre, sarebbe stata provocata da un cordolo del marciapiede contro il quale sarebbe inciampato mentre arretrava, e non dal cane, che non avrebbe minimamente sfiorato l’uomo.

La ricostruzione, però, non ha convinto il giudice. I testimoni presenti hanno infatti riferito che l’uomo era caduto in mezzo alla strada, escludendo quindi che all’origine dell’incidente ci fosse il cordolo. Per il Tribunale, inoltre, non è necessario che l’animale tocchi fisicamente la vittima perché scatti la responsabilità del proprietario: è sufficiente che il suo comportamento abbia provocato il danno. Il padrone può sottrarsi al risarcimento soltanto dimostrando l’esistenza di un «caso fortuito», cioè un evento imprevedibile, inevitabile ed eccezionale. Circostanza che in questo caso, secondo il giudice, non è stata provata.

Perché il risarcimento supera i 112mila euro

Il Tribunale ha riconosciuto all’operaio un’invalidità permanente dell’11%, quantificando in 35.906 euro il danno biologico e morale e in 1.787 euro le spese sanitarie. A queste somme si aggiungono 74.373 euro per il danno patrimoniale e il mancato guadagno, per un totale di 112.066 euro. Il proprietario del cane dovrà inoltre versare circa 7mila euro di spese legali.

Il consulente nominato dal giudice ha riconosciuto che le conseguenze dell’incidente avevano inciso sulla capacità dell’operaio di svolgere il proprio lavoro. Non ha però attribuito esclusivamente alla caduta la successiva dichiarazione di totale inidoneità alla mansione, che sarebbe dipesa anche da altri fattori. Da qui la decisione del Tribunale di ridurre sensibilmente la richiesta iniziale di oltre 235mila euro, riconoscendone poco più di 112mila.

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