Elezioni in Brasile, testa a testa tra Lula e il figlio di Bolsonaro: cosa c’entra Trump e quali sono i rischi per l’Unione europea
Il Brasile torna alle urne domenica 4 ottobre per scegliere il presidente che guiderà per i prossimi quattro anni la più grande democrazia ed economia dell’America Latina. Nonostante siano 13 i candidati, la scelta sembra essere se ridare la fiducia al presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva o alla dinastia dei Bolsonaro. Da una parte c’è Lula, 80 anni, leader del Partito dei Lavoratori, alla ricerca del quarto mandato non consecutivo. Dall’altra Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, che punta a raccogliere l’eredità politica del padre, oggi ineleggibile e sotto custodia domiciliare per il tentativo di interferire sull’esito delle elezioni del 2022. Come riporta Reuters, in un ballottaggio simulato, ad oggi Lula otterrebbe il 48% dei voti contro il 45% di Bolsonaro. Per essere eletti bisogna ottenere più della metà dei voti validi, se nessuno supera il 50%, i due candidati più votati andranno al ballottaggio il 25 ottobre.
Chi è Flávio Nantes Bolsonaro
Flávio Nantes Bolsonaro è nato il 30 aprile 1981 nello Stato di Rio de Janeiro, ed è il figlio maggiore di Jair Bolsonaro. Laureato in giurisprudenza alla Universidade Candido Mendes, ha iniziato la sua carriera politica molto presto. Già nel 2002, a soli 21 anni, è stato eletto deputato all’Assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro. È rimasto poi in Parlamento statale per quattro mandati, prima di essere eletto al Senato federale nel 2018, con mandato iniziato nel 2019. Durante la presidenza del padre, Flávio è diventato una delle figure più importanti del campo bolsonarista e, di conseguenza, una delle principali voci del movimento conservatore.
Nel luglio 2026 il Partito Liberale ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza che ha assunto una dimensione internazionale perché alla convention del 25 luglio, a San Paolo, era presente il presidente argentino Javier Milei, mentre il rapporto con l’amministrazione di Donald Trump è diventato uno degli elementi della campagna.
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Il sogno del quarto mandato di Lula
A 80 anni, Lula si presenta per quello che potrebbe essere il suo ultimo mandato alla presidenza. È già stato presidente del Brasile dal 2003 al 2010 ed è tornato al Planalto nel 2023, dopo aver sconfitto Jair Bolsonaro nelle elezioni del 2022. Quella sfida fu combattuta perché Lula ha vinto il ballottaggio con il 50,9% dei voti contro il 49,1% di Bolsonaro, una differenza di appena 1,8 punti percentuali. Nel corso del suo mandato, Lula può però rivendicare alcuni risultati economici positivi. Secondo l’Istituto brasiliano di geografia e statistica, il Pil del Paese è cresciuto del 2,3% nel 2025, mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,1% nell’ultimo trimestre, il livello più basso mai registrato. Il quadro economico, però, non è senza problemi.
Nella campagna elettorale del 2026 hanno assunto un peso crescente temi come l‘inflazione, l’indebitamento delle famiglie e la sicurezza, mentre Lula ha cercato di rafforzare il consenso attraverso nuove misure di sostegno alle famiglie e di ristrutturazione dei debiti.
Le elezioni brasiliane non riguardano soltanto il futuro politico del Paese
Come ha sottolineato Connectas, piattaforma giornalistica latinoamericana, queste elezioni hanno una dimensione internazionale importante perché il loro risultato potrebbe modificare gli equilibri della destra nel continente e influenzare i rapporti del Brasile con Stati Uniti, Cina e Brics. Uno dei nodi principali è proprio il rapporto con gli Stati Uniti di Donald Trump. Lo stesso Trump aveva condiviso un articolo sui social media che descrive l’imminente voto presidenziale del Brasile come il «prossimo grande passo» nel suo progetto di «rendere di nuovo grandi le Americhe». Trump, del resto, non ha mai nascosto la volontà di rilanciare una visione più assertiva della tradizionale dottrina Monroe, che per lungo tempo ha considerato l’America Latina come una sfera privilegiata dell’influenza statunitense. La politica adottata dal Paese nei confronti del Venezuela e del suo presidente dimostra questa tendenza.
Flávio Bolsonaro, al contrario, ha cercato di utilizzare i suoi rapporti con l’amministrazione Trump per fare pressione proprio sulla questione dei dazi. Una vittoria di Flávio rafforzerebbe infatti il fronte dei governi conservatori latinoamericani vicini agli Stati Uniti, mentre una conferma di Lula manterrebbe il Brasile su una linea di maggiore autonomia nei rapporti con le grandi potenze. Il politologo di Harvard Steven Levitsky ha inoltre espresso preoccupazione per la possibilità che Trump possa contestare o non riconoscere una eventuale vittoria di Lula.
I rischi per l’Unione Europea
Il Brasile, con i suoi 213 milioni di abitanti, le sue importanti risorse minerarie e il suo peso economico all’interno del Mercosur, è un partner strategico per l’Europa. Dopo gli anni di tensione durante la presidenza di Jair Bolsonaro, l’arrivo di Lula ha permesso all’Unione europea di ricostruire i rapporti con il Brasile e firmare, dopo più di 15 anni, l’accordo commerciale con il Mercosur. Come scrive Politico, una vittoria di Flávio Bolsonaro potrebbe però mettere alla prova questa riconciliazione proprio mentre l’Ue cerca di rafforzare i rapporti con i Paesi amici per reagire alla crescente presenza commerciale della Cina e al protezionismo degli Stati Uniti. «È opinione diffusa che, se Bolsonaro vincerà, il Brasile si avvicinerà agli Stati Uniti», ha dichiarato a Politico Welber Barral, ex segretario al Commercio estero durante il secondo mandato di Lula.
Per l’Unione europea, in più, un ritorno al potere della famiglia Bolsonaro riporterebbe al centro anche le vecchie tensioni sulla deforestazione dell’Amazzonia e sulla politica climatica, temi che avevano già provocato forti contrasti tra l’Ue e il governo di Jair Bolsonaro. Secondo Bruno Capuzzi, ricercatore citato da Politico, da Bolsonaro junior non ci si può che aspettare una linea simile a quella del padre sia sul piano interno sia su quello internazionale.

