Trump spinge l’Italia sul ddl antisemitismo. Il suo inviato a Open: «Approvatelo, non limita le critiche a Israele ma chiede standard uguali per tutti» – Il video
«Mi auguro che in Italia passi il disegno di legge sull’antisemitismo. Sarebbe un passo molto positivo per voi e per l’Europa». Non ha dubbi il rabbino Yehuda Kaploun, l’inviato speciale dell’amministrazione Trump per il monitoraggio e la lotta all’antisemitismo nel mondo. L’uomo scelto dal presidente per portare negli Stati Uniti e all’estero l’agenda della Casa Bianca contro l’antisemitismo e l’odio interviene nelle polemiche italiane sul disegno di legge ora all’esame dell’Aula della Camera, dopo il via libera del Senato, auspicando apertamente la sua approvazione.
Cosa prevede il disegno di legge
Il testo adotta formalmente la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), secondo la quale l’antisemitismo è «una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici».
È proprio questo uno dei punti più contestati del provvedimento. Chi si oppone al ddl sostiene che il recepimento della definizione rischi di limitare la libertà di critica nei confronti del governo e delle istituzioni israeliane.
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Kaploun: «Standard contro l’odio»
Kaploun respinge l’obiezione: «La definizione IHRA non dice affatto che non si possa criticare Israele. Dice che, se si critica Israele, bisogna applicare lo stesso standard a tutti». E aggiunge a Open: «Non impedisce di criticare il governo israeliano. Quello che fa è renderti responsabile del fatto che non puoi criticare soltanto Israele».
Secondo il rabbino, l’approvazione del ddl italiano «sarebbe un passo molto positivo in questi tempi difficili in Europa». E sostiene che tutti i Paesi dovrebbero aderire allo stesso «standard contro l’odio».
La mozione dei Verdi inglesi
Il diplomatico è intervenuto anche sulla mozione approvata ieri nel Regno Unito dal Green Party di Inghilterra e Galles, che definisce il sionismo una forma di razzismo e stabilisce che debba essere trattato dal partito «come ogni altra forma di razzismo». «Faremo delle rimostranze sulla questione», ha annunciato Kaploun, accusando di «ipocrisia» chi applica a Israele criteri diversi da quelli utilizzati nei confronti degli altri Paesi.
Archiviata la soluzione dei due Stati
Il diplomatico ha parlato anche del futuro del Medio Oriente e della soluzione dei Due Stati. Su questo punto l’inviato di Trump ha lasciato intendere che l’opzione non è più sul tavolo di Donald Trump: «Se volete parlare di una soluzione dei Due Stati, non potete farlo quando uno di quegli Stati chiede l’eliminazione dell’altro».

