Il «Bici velox» arriva a Parma, fino a 15 mila euro di multa per le e-bike modificate che corrono come scooter
A Parma si potrà ricevere una multa per eccesso di velocità anche andando in bicicletta. Dalla giornata di ieri, 6 ottobre, è stato testato dalla polizia locale in alcune vie del centro, molto trafficate dai ciclisti, un nuovo dispositivo, il Dynostar, capace di verificare velocità massima e potenza erogata dal motore e di individuare così le e-bike che, dopo essere state modificate, viaggiano oltre i limiti consentiti dei 25 km/h. In poche ore ha prodotto 15 sanzioni.
Le e-bike che superano i limiti
A rientrare nelle sanzioni non sono le normali biciclette a pedalata assistita, ma quelle che vengono modificate per alternarne le prestazioni. Secondo la legge, una bicicletta a pedalata assistita può rientrare nella categoria dei velocipedi se rispetta determinati requisiti, tra cui l’interruzione dell’assistenza del motore entro i 25 km/h e una potenza massima di 250 watt. Tuttavia, le e-bike modificate sono in grado di raggiungere velocità molto superiori a quelle previste per una pedalata assistita e quindi, secondo il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, questi veicoli possono ricadere nella categoria dei ciclomotori con le relative conseguenze.
Multe fino a 15mila euro
Nei casi in cui il mezzo venga considerato un ciclomotore ma circoli senza gli accorgimenti necessari – tra cui immatricolazione e copertura assicurativa – le violazioni possono portare a sanzioni molto elevate (tra i 5 e i 15 mila euro), oltre ai provvedimenti sul veicolo. L’obiettivo delle forze dell’ordine non è colpire la mobilità elettrica in quanto tale, ma distinguere le biciclette a norma dai mezzi che, dopo una modifica, hanno prestazioni e caratteristiche completamente diverse.
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Le aziende chiedono chiarezza al governo
A chiedere maggiore chiarezza sono state recentemente anche Fiab, Ancma e Assoutenti, che hanno inviato un appello al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sollecitando una maggiore vigilanza sul mercato delle biciclette a pedalata assistita e dei relativi dispositivi di sicurezza. Le tre organizzazioni hanno posto l’accento sulla necessità di tutelare sia la sicurezza dei cittadini sia gli operatori economici che producono e commercializzano biciclette conformi alla normativa.

