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Putin e il compleanno con il «vecchio amico» Gerhard Schröder

08 Ottobre 2026 - 23:11 Stefania Carboni
Schröder Putin
I due si conoscono dai primi anni 2000 e da allora non si sono più "lasciati": dalla firma per il gasdotto Nord Stream ai tentativi maldestri di fare da mediatore per il conflitto contro l'Ucraina
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Il presidente russo Vladimir Putin ha festeggiato il suo compleanno con l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, suo «vecchio amico», ha fatto sapere l’ufficio stampa del Cremlino. Putin «ha appreso dai media» la mattina del 7 ottobre che Schröder era arrivato a Mosca. Così ha deciso di invitarlo «a casa sua. Gerhard Schröder era ieri con Vladimir Putin in occasione del compleanno del capo dello Stato», si legge nella dichiarazione. L’ufficio stampa del leader russo ha inoltre pubblicato una fotografia che ritrae i due insieme.

Schröder con Putin al G8 a Nago, Giappone, il 21 luglio 2000 – ANSA/DEF

Putin e Schröder: un’amicizia iniziata negli anni 2000

L’amicizia tra l’ex Cancelliere tedesco (in carica dal 1998 al 2005) e il presidente russo rappresenta uno dei legami personali e politici più discussi, influenti e controversi della storia europea recente. Il rapporto tra i due nasce nei primi anni duemila. Putin parla un tedesco fluido, appreso durante gli anni passati a Dresda come agente del KGB negli anni ’80. Ciò ha eliminato le barriere linguistiche e facilitato una sintonia immediata con Schröder. Nel 2003, il leader tedesco (insieme al Presidente francese Jacques Chirac) si oppose fermamente all’invasione statunitense dell’Iraq, trovando in Putin un alleato naturale. Questo segnò l’inizio di una politica estera tedesca più indipendente da Washington e più proiettata verso Mosca. Alla base poi c’era il cosiddetto asse energetico (Wandel durch Handel) con una Russia proiettata sempre di più verso il continente europeo grazie, tra l’altro, alla fornitura di gas a basso costo per sostenere l’industria tedesca. Nel 2004, durante un’intervista televisiva, a Schröder fu chiesto se ritenesse Putin un «democratico puro». Lui rispose definendolo un “lupenreiner Demokrat” (un democratico impeccabile / cristallino). Una visione che però è andata scemando negli anni, con il tramonto di alcune figure politiche (incluso Schröder) e la guerra in Ucraina. Conflitto che l’ex Cancelliere tedesco ha sempre comunque criticato.

Quella firma per Nord Stream

Pochi giorni prima di lasciare la Cancelleria nel 2005, Schröder firmò l’accordo per la costruzione del gasdotto Nord Stream 1, destinato a trasportare il gas russo direttamente in Germania attraverso il Mar Baltico, bypassando i Paesi dell’Est Europa e l’Ucraina. Non solo. Poche settimane dopo aver ceduto la guida del Governo ad Angela Merkel accettò la presidenza del consiglio di amministrazione di Nord Stream AG (roll-out controllato dal gigante statale russo Gazprom). Negli anni successivi ricoprì incarichi lautamente retribuiti nei CdA di colossi energetici russi come Rosneft e Nord Stream 2.

Il punto di rottura ma anche no: l’invasione dell’Ucraina

Nonostante l’escalation repressiva interna in Russia, l’annessione della Crimea nel 2014 e infine l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, Schröder ha rifiutato di recidere i ponti con Putin. Poco dopo l’inizio del conflitto volò a Mosca per tentare un’improbabile mediazione privata con Putin, invano. A differenza di altri ex leader europei (come François Fillon o Esko Aho) che si sono dimessi dai consigli di amministrazione russi, ha esitato a lungo prima di rinunciare agli incarichi in Rosneft e Nord Stream. Questo suo mantenere i fili con Putin gli ha creato inoltre qualche guaio. Nel maggio 2022, il Bundestag gli revocò i privilegi riservati agli ex Cancellieri (ufficio e staff a spese dello Stato). Mentre il suo partito, l’SPD, avviò una procedura per espellerlo (poi bloccata).

Ma che ci faceva Schröder a Mosca?

L’ex cancelliere non era passato a trovare Putin. Stava nella capitale russa perché è entrato a far parte del Consiglio di sorveglianza della filiale russa della catena di supermercati Globus. Dopo il gas quindi i beni alimentari. Globus va avanti separata dalla holding tedesca e opera in Russia in modo autonomo sia dal punto di vista giuridico che organizzativo. Un po’ come l’82enne, che si muove in modo totalmente autonomo dai suoi colleghi tedeschi. Di recente il cancelliere Friedrich Merz, accompagnato dalla ministra per l’economia Katherina Reiche, e successivamente anche la Ministra tedesca per l’istruzione Karin Prien, è stato a Kiev personalmente, per dimostrare il sostegno della Germania all’Ucraina. Una linea diversa da quella che un tempo era il Wandel durch Handel (in italiano “il cambiamento attraverso il commercio”) che guidava il vento nell’Unione europea.

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