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«Digli che ti hanno investito»: la morte di Salvatore Calignano a Caivano e il tentativo di depistaggio del datore di lavoro

10 Ottobre 2026 - 08:04 Stefania Carboni
L'operaio morto dopo essere caduto dal tetto di un edificio
Le parole del titolare dell'azienda in cui l'uomo era stato assunto in nero. Chiesa semi vuota a Orta di Atella per i funerali dell'operaio caduto da un capannone
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Salvatore Calignano giaceva a terra sull’asfalto, ormai in fin di vita dopo un volo di otto metri da un solaio privo di parapetto. Nonostante le urla e le sofferenze del 61enne, la prima preoccupazione del suo datore di lavoro non è stata quella di prestargli soccorso, ma di evitare responsabilità: «Dici che ti hanno buttato sotto con la macchina, hai capito? Dì che ti hanno investito, l’assicurazione ti paga». La frase è riportata oggi su La Repubblica. Ieri Michele De Rosa, 36enne amministratore unico dell’impresa di costruzioni impegnata nei lavori commissionati dalla società “Immobiliare Frezza srl”, è finito ai domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di omicidio colposo su richiesta della Procura di Napoli.

La tragedia si è consumata nella zona industriale di Caivano, nell’area metropolitana di Napoli. Calignano stava tinteggiando il tetto di un capannone, mandato a lavorare senza un regolare contratto, privo di imbracature di sicurezza e costretto a utilizzare una scala di fortuna.

I tentativi di depistaggio: il racconto agli inquirenti e gli strumenti di lavoro spariti dal cantiere

Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce dettagli inquietanti sulla gestione del cantiere e sui momenti successivi all’incidente. Nell’inchiesta risultano indagati anche i due titolari della società committente, la “Immobiliare Frezza srl”, nei cui confronti non sono state però disposte misure. Oltre a Calignano, anche gli altri due operai presenti sul cantiere lavoravano in nero. De Rosa ha comunicato l’assunzione di Calignano con decorrenza 1° ottobre soltanto alle ore 15:35 del 3 ottobre, meno di un’ora dopo il drammatico incidente. L’imprenditore ha dichiarato agli inquirenti di essersi trovato in autostrada, di ritorno da Roma, al momento della caduta. Due testimoni lo smentiscono, collocandolo sul posto e confermando le sue pressioni sulla vittima per simulare un incidente stradale. Nel giro di poche ore dalla caduta, dal cantiere sono spariti tutti gli attrezzi da lavoro. Successivamente, De Rosa si è persino presentato sotto casa della vedova di Calignano, Carmela, che si è rifiutata di riceverlo.

L’addio all’operaio tra dolore e indifferenza

I funerali di Salvatore Calignano si sono celebrati ad Orta di Atella, in provincia di Caserta. Una cerimonia segnata da profondo dolore ma anche dal desolante vuoto tra i banchi della chiesa. «Mi stringe il cuore vedere così poca gente», ha commentato il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, sottolineando come all’iniziale cinismo si sia aggiunta l’indifferenza della comunità. Durante l’omelia, il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ha rivolto un accorato appello ai presenti, invitando tutti a «chiedere perdono a Salvatore».

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