Conte incalza il Pd: «Il programma? Con un confronto serio bastano due settimane». La proposta di Schlein per mettere tutti d’accordo su Kiev
Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5s), Riccardo Magi (Più Europa), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs). Si sono ritrovati tutti insieme sullo stesso palco i leader del Campo Largo, la coalizione progressista che spera di battere Giorgia Meloni e il centrodestra alle elezioni politiche del prossimo anno. Alla festa de Il Manifesto, in corso a Roma, i cinque leader di partito hanno parlato di come costruire l’alternativa alla destra di governo. Un processo che finora ha incontrato diversi ostacoli, a partire dal perimetro della coalizione. «Sono d’accordo con Conte, le voglio anche io le garanzie su Renzi», dice Magi dal palco.
Conte e il programma del Campo Largo che si può scrivere «in un paio di settimane»
Ma le vere questioni che agitano il centrosinistra sono due: il programma e le primarie per scegliere il candidato premier. Su entrambi questi punti, Conte è da giorni in pressing sul Pd per fare presto. E anche dal palco della festa de Il Manifesto, l’ex premier è tornato a pungere gli alleati: «È urgente mettersi attorno a un tavolo e definire, nel giro di qualche settimana, non voglio mettere fretta: un giorno, un’ora? Facendo un confronto serio in un paio di settimane si chiude il programma. Abbiamo avuto tutti la possibilità di mettere a fuoco le priorità». E poi ha aggiunto: «Io ho fatto il presidente del consiglio due volte, la terza volta non mi aggiunge nulla. Qua dobbiamo portare quanti più elettori a votare. Questo è il problema».
Schlein insiste: «O accordo o primarie»
Anche Elly Schlein si dice convinta che «dobbiamo fare presto». Ma dal suo intervento, sembra che la discussione fra i leader sia ancora ferma allo stesso punto di qualche mese fa, non solo sul programma ma anche sulle primarie. «O si fa un accordo politico, che guida la forza che ha più consenso, anche per non cadere nella trappola leaderistica, o se è uno strumento utile io sono disponibile anche alla strada delle primarie. Noi abbiamo sempre anteposto l’idea di fare un accordo a chi prende un voto in più. Ma è già straordinario che siamo qua insieme, non ci saremmo stati se dal 2022 non avessimo lavorato insieme», dice Schlein dal palco.
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Schlein: «Stiamo chiusi una notte e usciamo uniti su Kiev»
Una delle questioni che più dividono i partiti del Campo Largo è senz’altro la politica estera. Ma anche su questo punto, la segretaria dem è convinta che si riuscirà a trovare una sintesi: «Stiamo chiusi anche una notte intera, l’importante è uscire uniti. Sul conflitto in Ucraina ci sono molte cose che condivido: nessuno di noi è fan della guerra, tutti vogliamo contribuire a una pace giusta, che non è la resa alle ragioni dell’aggressore, ma che al tavolo ci siano gli ucraini e l’Ue con un unico negoziatore. Bisogna che ci sia una iniziativa forte dell’Ue. Noi siamo convinti che fintanto che si ottiene il negoziato sia importante sostenere il popolo che ha subito una invasione criminale. Ma una difesa che non indica quando la forza deve lasciare spazio alla politica diventa un piano di militarizzazione».
Foto copertina: ANSA/Maurizio Brambatti | Giuseppe Conte, Elly Schlein e Nicola Fratoianni al termine del confronto dal titolo “C’è alternativa” alla festa de Il Manifesto, 10 ottobre 2026

