Raid a Monteverde, spunta la denuncia per il furto di una minicar. «Mio figlio ne ha una uguale, nera, gliel’hanno rubata»
Mentre l’attore Davide Iacopini lotta in terapia intensiva al San Camillo dopo aver subito due interventi per un grave trauma cranico, le indagini sulla “banda della minicar” che ha seminato il terrore a Roma tra il 4 e il 5 ottobre si arricchiscono di un elemento chiave. Un professionista romano si è presentato ai carabinieri per denunciare il furto della vettura dei figli: una minicar nera, identica al modello utilizzato dai due giovani responsabili dell’aggressione a Iacopini e ad altre sei persone nel quartiere Monteverde.
La pista della minicar rubata. «L’aveva parcheggia sotto casa a Monteverde, poi è sparita»
Secondo quanto ricostruito da Repubblica l’auto sarebbe stata rubata proprio a Monteverde, luogo di gran parte delle aggressioni. Agli investigatori — coordinati dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani — il padre del giovane ha raccontato che la vettura era stata parcheggiata sotto casa la sera di lunedì ed è risultata scomparsa la mattina seguente. L’uomo è stato a lungo ascoltato in caserma come persona informata sui fatti per verificare la veridicità del verbale depositato il 6 ottobre. Il professionista ha due figli, riporta il quotidiano, entrambi iscritti al liceo. La più grande ha compiuto 18 anni e ha già la patente B, il secondogenito ha il patentino che gli consente di guidare le minicar.
La targa coperta e la scia delle telecamere di sorveglianza
Nessuna delle vittime colpita dalla banda della minicar è riuscita a leggere i numeri della targa, coperta durante le aggressioni. Quasi nessuno ha visto in faccia i due occupanti, tranne la sesta vittima che ha riferito di un ragazzo biondo, con gli occhi chiari. I Ris e la Scientifica stanno analizzando ore e ore di filmati del quartiere, cercano di ricostruire il percorso e individuare gli occupanti. E secondo quanto riporta Repubblica non manca molto.

