Bollette, intesa vicina tra Roma e Bruxelles: così il nuovo meccanismo ETS taglierà paradossalmente i costi dell’elettricità
L’accordo tra il governo italiano e la Commissione europea sul cosiddetto “decreto bollette” entra nella sua fase decisiva. «Siamo vicini a una soluzione compatibile con le norme comunitarie», ha dichiarato mercoledì 14 ottobre il portavoce della Commissione per la Concorrenza, Ricardo Cardoso. L’intesa in corso di definizione a Bruxelles punta a neutralizzare l’impatto dei maggiori costi del gas sui prezzi finali dell’energia elettrica, garantendo un effettivo risparmio per le famiglie e le imprese.
Cosa prevede il decreto bollette e perché richiede il via libera dell’Ue
Il via libera serve perché la misura investe l’Ets, il sistema europeo di permessi di emissione di CO₂, di competenza dell’Ue. Le centrali che producono elettricità con il gas devono acquistare un permesso per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa e oggi scaricano questo costo sul prezzo a cui vendono l’energia. L’idea dell’esecutivo è quella di spostare questo peso fiscale direttamente sulle bollette dei consumatori.
Il decreto mira a cambiare questo meccanismo: il costo non verrebbe più incorporato nel prezzo all’ingrosso dell’elettricità (che in Italia dipende soprattutto da quello del gas), ma sarebbe rimborsato alle centrali con una voce specifica in bolletta.
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Cosa cambierebbe per i consumatori
Secondo il governo, il risparmio per i consumatori supererebbe il costo della nuova voce. I calcoli dei tecnici indicano che la riduzione del prezzo all’ingrosso sarà nettamente superiore al lieve incremento registrato nella tariffa finale, traducendosi in un beneficio netto per le tasche dei cittadini. Nel confronto con Bruxelles restano però da definire l’entità dei risparmi, i tempi di applicazione e le modalità con cui gli effetti si trasferiranno concretamente in bolletta.

