Giorgia Meloni contro Trump e Putin per stanare Vannacci: «A chi risponde?»
L’intesa sul gasolio russo annunciata da Trump è «una scelta molto rischiosa che rischia di legittimare Putin». Giorgia Meloni non è mai stata così esplicita come ieri nelle comunicazioni al Senato prima del vertice Ue. La premier ha spesso ribadito il sostegno a Kiev, ma soppesando le parole specialmente sul presidente Usa dopo la lite dei mesi scorsi. Ma adesso la strategia è cambiata. E dietro l’attacco a Donald e Vladimir, più che la fedeltà all’Ucraina c’è Roberto Vannacci. Che così Meloni prova a «stanare». Provocando anche la fuga in avanti di Matteo Salvini.
L’input di Fazzolari
Un retroscena di Repubblica racconta che l’input per la giornata in Senato è arrivato da Giovanbattista Fazzolari. Il sottosegretario e braccio destro di Meloni aveva l’obiettivo di far venire a galla pubblicamente quello che Fratelli d’Italia dice da tempo sottovoce: a chi risponde l’ex generale? Lucio Malan ieri ha inoltrato la risoluzione nelle chat di FdI con toni perentori. «Questa è la seconda risoluzione. Non è alternativa» a quella canonica, «ma tocca un punto preciso per delle precise ragioni», la descrizione. Quali ragioni? Ufficialmente per stanare il Campo Largo. Ufficiosamente per smascherare il “filo-putinismo” di Vannacci.
La risoluzione di Futuro Nazionale
La risoluzione di Futuro Nazionale infatti condannava unicamente gli attacchi «alle raffinerie russe». Mentre il testo del centrodestra chiede una tregua per gli attacchi «alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina». «Come possono non votarla? Vogliono difendere solo Mosca?», è il ritornello politico. E intanto l’ufficio studi di FdI spedisce a tutti gli eletti un dossier riservato per «smontare la retorica del gas russo a basso costo». Nel dossier si spiega che «la ripresa delle forniture non comporterebbe una riduzione del prezzo, almeno per diversi anni, ma contribuirebbe soltanto a far arricchire Mosca».
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L’accusa a Vannacci
Subito dopo arriva l’accusa velata e mascherata: «Non vogliamo pensare che chi invoca di percorrere questa strada lo faccia per far arricchire la Russia. Vogliamo pensare che sia solo una proposta dettata dalla non conoscenza dei mercati dell’energia». E proprio Meloni ieri si è chiesta in Aula «quali interessi difendano» i vannacciani. Alla fine il voto dei vannacciani arriva, ma con distinguo del generale: «L’Europa è masochista».

