Meloni-M5S, scontro totale sulle spese militari: «Togliamo soldi agli ospedali? Falso, ecco quanto investì Conte in armi» – Il video
«Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola». Giorgia Meloni difende l’aumento delle spese militari e respinge le accuse di sottrarre risorse al welfare. Nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, la premier sostiene che i fondi destinati alla difesa resi disponibili dall’Ue tramite la “clausola di salvaguardia” non sarebbero tolti ad altri capitolo di spesa, perché semplicemente non potrebbero essere utilizzati per altre finalità. «Chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte al welfare da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo», attacca la premier. Provocando poi il Movimento 5 Stelle, il partito che più l’attacco sul tema, rievocando le spese per la difesa che i suoi stessi governi avallarono.
Meloni: «Lo 0,6% del Pil alla difesa e lo 0,6% contro il caro energia»
La premier spiega che il governo ha scelto di non utilizzare tutto il margine di flessibilità previsto dalle regole europee. Sul tetto massimo dell’1,5% del Pil, l’Italia si fermerà all‘1,2%, diviso in parti uguali tra difesa ed energia. «Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive: lo 0,6% del Pil sarà destinato alle misure contro il caro energia, circa 14 miliardi di euro per famiglie vulnerabili e imprese energivore, e un altro 0,6% alla difesa e alla sicurezza», ha affermato Meloni (altri 14 miliardi circa).
«Sicurezza ed energia sono due facce della stessa medaglia. Senza sicurezza, l’energia costa di più. E senza energia, potrebbe non rimanere nulla da difendere», sostiene la presidente del Consiglio, rivendicando di aver ottenuto la possibilità di utilizzare la clausola di salvaguardia nazionale anche per affrontare la crisi energetica.
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L’M5S: «Meloni ci porta al 5% del Pil in difesa»
A contestare la ricostruzione della premier è Mariolina Castellone, senatrice del Movimento 5 Stelle. «Meloni dice che in questo Consiglio europeo chiederà di cambiare regole che ritiene sbagliate, ma le ricordo che quelle regole le ha sottoscritte lei», afferma intervenendo in aula. Castellone chiama in causa anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il vicepresidente Raffaele Fitto. «Questa Europa è anche una sua costruzione», attacca, ricordando il Patto di stabilità e quello che definisce «il suo piano di riarmo da 800 miliardi».
La senatrice respinge poi il paragone tra l’aumento delle spese militari previsto dall’attuale governo e quello registrato durante gli esecutivi guidati da Giuseppe Conte. «Incrementi medi di 2 miliardi all’anno sono ben diversi dall’arrivare al 5% del Pil», sostiene Castellone, secondo cui gli impegni assunti comporterebbero una spesa media di 100 miliardi di euro all’anno nei prossimi anni.
Meloni all’attacco del M5S: «Vi vergognate delle vostre scelte»
«Altro che 2 miliardi l’anno, negli anni di governi Conte ne avete stanziati nel complesso 25», risponde Giorgia Meloni a Mariolina Castellone del M5S nel corso della sua replica al Senato. La premier sciorina a favore di «chi ci ascolta da casa» tutte le varie spese militari avallate da Conte tra il 2019 e il 2021. Poi trae le conseguenze politiche del suo discorso. «Quello che più m’interessa è: perché non avete il coraggio di mettere la faccia su quello che fate? Noi lo facciamo perché non ce ne vergogniamo. Se qualcuno non le rivendica è perché evidentemente se ne vergogna, e allora non le doveva fare!», attacca la premier nella replica, chiamando l’applauso della sua maggioranza.

