Indagine su Booking.com per gli annunci ingannevoli, i sospetti dell’Ue sulla gestione delle truffe dietro agli annunci sponsorizzati
La Commissione europea ha avviato un’indagine contro Booking.com per verificare la gestione da parte della piattaforma di annunci ingannevoli, messaggi di phishing e pubblicità non dichiarata. E di conseguenza accertare se il portale di prenotazioni abbia rispettato il Digital Services Act (Dsa), ovvero il regolamento europeo sui servizi digitali.
Quali sono gli elementi al centro delle indagini
Gli accertamenti riguarderanno tre elementi. Innanzitutto, la piattaforma avrebbe valutato e arginato in modo insufficiente i pericoli legati ai tentativi di phishing, che avrebbero sfruttato i dati degli utenti che prenotavano un alloggio. In secondo luogo, per la Commissione, Booking.com avrebbe violato le regole sulla trasparenza in quanto le strutture che hanno pagato per comparire in cima ai risultati di ricerca non sarebbero state indicate con chiarezza come contenuti pubblicitari. Infine, l’indagine si concentrerà sugli annunci fraudolenti e non conformi della piattaforma, capendo se il portale abbia adottato misure efficaci per mitigare i rischi.
«I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati. – spiega il vice presidente della Commissione Henna Virkkunen – Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi, e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio».
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Come ha risposto Booking.com all’apertura delle indagini
Non è mancata la risposta di Booking.com, che si è detto pronto «a collaborare pienamente con la Commissione europea – come riportato da Repubblica – E parteciperà in modo costruttivo al confronto sulle questioni sollevate nell’ambito del Regolamento sui servizi digitali». Avendo come priorità assolute «la sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali», la piattaforma ha confermato il suo impegno «per contrastare la criminalità informatica e le frodi online e proteggere i viaggiatori e i partner».
Il secondo caso in Europa per frodi online
Si tratta del secondo procedimento europeo sulle frodi online ai sensi del Dsa, dopo quello contro Meta, aperto nell’aprile 2024. Un alto funzionario Ue, però, ha spiegato che c’è una differenza tra i due casi. Il fascicolo su Meta è stato un «caso più mainstream» e si concentrava sulla pubblicità fraudolenta sui social network, mentre l’indagine su Booking.com ha un perimetro «abbastanza specifico» e riguarda truffe legate agli alloggi e ai sistemi di prenotazione.

