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Lo scontro tra Salvini e il blocco del Nord si sposta in provincia. Da Brescia a Varese quali sono le sfide più difficili per il capitano

29 Ottobre 2026 - 19:06 Luca Graziani
matteo salvini parla al congresso della lega
Nel Carroccio, come per l'assise nazionale, non si escludono duelli anche nei congressi provinciali. E sulla nuova segreteria politica resta l'incognita dell'ex governatore veneto, «disponibile» ma per «un ruolo operativo»
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Dopo la vittoria annunciata di Matteo Salvini al congresso della Lega, si apre la sfida dei territori. Archiviata la corsa a due per la segreteria federale, che ha visto il vicepremier riconfermato con il 76% dei voti contro il 24% raccolto da Massimo Garavaglia, al quale Salvini ha già espresso il desiderio di coinvolgerlo nella nuova segreteria politica, il confronto interno al Carroccio si prepara a spostarsi nelle roccaforti lombarde. Nei prossimi mesi sono infatti in programma diversi congressi provinciali, a partire da quelli di Varese, Bergamo e Brescia, dove il malcontento nei confronti della leadership salviniana è particolarmente radicato. Anche qui, le candidature unitarie sono tutt’altro che scontate. Tant’è che c’è chi sospetta un’avanzata di nomi vicini al segretario.

Varese, il congresso anticipato e i sospetti dei nordisti

Un primo test potrebbe essere proprio Varese, tra le province simbolo della Lega delle origini. Qui il segretario uscente Andrea Cassani, sindaco di Gallarate e sostenitore di Garavaglia al congresso nazionale, punta alla riconferma, con i delegati convocati già l’8 novembre. Tra i critici verso la linea di Salvini in corsa c’è anche Mirko Reto, sindaco di Casciago, che ha lanciato in queste ore la sua candidatura.

Una data ravvicinata, quella di novembre, che potrebbe non essere del tutto casuale. Dopo l’appuntamento di Milano, tra i leghisti varesini si è infatti diffuso il timore di un possibile commissariamento della federazione provinciale. Come conferma a Open un esponente dell’area, visto il risultato del congresso nazionale, tra chi fa riferimento a Garavaglia, cresce il sospetto che Salvini possa cercare di far pesare la propria riconferma anche nelle assise delle federazioni locali, favorendo candidati a lui più vicini. L’ipotesi, che forse è qualcosa di più di un’idea, non è peregrina spiegano. E, almeno a Varese, la convocazione dell’assise in tempi rapidi potrebbe servire proprio a disinnescare eventuali colpi di mano. 

Il regolamento dei congressi provinciali della Lega Lombarda prevede infatti che le candidature vengano depositate almeno 72 ore prima della prima convocazione, accompagnate dalle firme di un numero di congressisti compreso tra il 10 e il 20% degli aventi diritto. La convocazione deve invece essere comunicata con almeno sette giorni di preavviso. Con la data dell’8 novembre cerchiata in rosso, gli sfidanti avrebbero a disposizione soltanto fino al 5 novembre per presentare la candidatura e raccogliere le firme necessarie. Una corsa contro il tempo, insomma.

Bergamo e Brescia, i congressi al Nord

Ma Varese non è l’unico fronte aperto. A Bergamo il segretario provinciale Fabrizio Sala, anche lui vicino alle posizioni nordiste, ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi al congresso previsto entro la fine dell’anno. Potrebbe profilarsi una sfida con un candidato di area salviniana. A Brescia, invece, la federazione provinciale è attualmente guidata da Roberta Sisti, vicina alle istanze nordiste. Tra i sostenitori del segretario federale invece, dal totonomi dei possibili sfidanti, emergono i parlamentari Paolo Formentini e Stefano Borghesi. Da capire se si arriverà a una candidatura alternativa. Dopo Milano, con la vittoria di Salvini, tra i nordisti ormai non si escludono vendette ai supplementari, con il voto nei territori simbolo di quella vecchia Lega che si vorrebbe rispolverare.

Il risultato di Garavaglia, infatti, ha messo il dissenso nero su bianco, dando un volto e una dimensione numerica al malcontento del Nord. Che ora guarda alle mosse del segretario, in attesa di capire se le aperture al federalismo e a una gestione più collegiale del partito, si tradurranno in scelte concrete. A cominciare dalla composizione dei nuovi organismi dirigenti.

La scelta della nuova segreteria politica e l’offerta a Garavaglia

Le risposte potranno arrivare anche dalla nuova segreteria politica, introdotta con la modifica dello statuto approvata durante il congresso a Milano. L’organismo sarà composto dal segretario federale e da un massimo di nove membri, nominati e revocabili direttamente da Salvini, con l’obiettivo di rappresentare i diversi livelli territoriali del movimento. Il vicepremier si è preso una o due settimane per scegliere la squadra. E ha già aperto all’ingresso del suo sfidante. «Se Garavaglia è d’accordo, entrerà in segreteria. Lui si è esposto, al contrario di altri che hanno parlato per mesi e che poi alla fine non si sono esposti», ha spiegato Salvini in un’intervista destinata all’ultimo libro di Bruno Vespa. Garavaglia, da parte sua, ha assicurato che valuterà la proposta: «Se mi arriva una richiesta ovviamente la valuto con attenzione». Anche perché, ha aggiunto lo stesso Garavaglia, un suo coinvolgimento potrebbe servire proprio a «stemperare i toni e le crisi interne, eventuali ritorsioni, a maggior ragione ci sono».

L’incognita del ruolo di Zaia, le condizioni dell’ex governatore

Altra partita è quella che ruota attorno al ruolo di Luca Zaia. L’ex presidente del Veneto, corteggiato da settimane, se non da mesi, per un ruolo di primo piano nella nuova organizzazione del Carroccio, non ha ancora sciolto le riserve.

«Ciclicamente si parla di questo», spiegano a Open dal suo entourage. Ma la disponibilità non è incondizionata: «Si è sempre detto disponibile per un ruolo operativo, non per fare la statuina». Prima di accettare, quindi, l’ex governatore studia e attende di capire quale sarà la proposta concreta e lo spazio di manovra che gli verrebbe riconosciuto. Ma c’è anche un’altra variabile da considerare. «Con le politiche alle porte, bisogna ragionare anche in quest’ottica», è il ragionamento, considerata la possibilità ormai più che concreta di un approdo nelle prossime liste elettorali. Per ora, dunque, nulla è ancora deciso: «Vedremo e valuterà», è il mantra.

Intanto a insistere, di nuovo, sulla necessità di un coinvolgimento ci ha pensato anche oggi Claudio Durigon, vicinissimo al vicepremier. Salvini deve «rifare tutta la squadra, i vicesegretari, la segreteria: credo che nei prossimi giorni si discuterà anche di questo», e ha aggiunto: «Sono convinto che Luca Zaia sia un valore aggiunto per la Lega e che debba dare un supporto, perché oggettivamente è un uomo che ha preso oltre 200 mila preferenze regionali». Un pressing che, per il momento, ancora non basta a dissipare i dubbi.

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