Maria Rosaria Boccia teme di essere spiata: «Il mio telefono manomesso da remoto». La querela in Procura
Maria Rosaria Boccia teme che qualcuno abbia preso il controllo del suo cellulare. Il sospetto nasce da alcune anomalie nelle telefonate, in particolare quelle del giornalista Carlo Tarallo, che il suo dispositivo non riuscirebbe a ricevere. Per questo, venerdì 30 ottobre, l’imprenditrice campana ha presentato una querela alla Procura di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. A depositarla sono stati i suoi avvocati, Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, che chiedono di accertare se il telefono e gli altri dispositivi collegati siano stati manomessi a distanza.
Il sospetto di un software spia e le chiamate bloccate
Secondo quanto riportato nella querela, dietro i problemi riscontrati da Boccia potrebbe esserci l’installazione da remoto di un software capace di interferire con le comunicazioni. I legali chiedono alla magistratura di verificare se siano state effettuate intercettazioni non autorizzate o se qualcuno abbia impedito o interrotto illecitamente le comunicazioni informatiche e telematiche dell’imprenditrice. A sostegno della denuncia, gli avvocati hanno allegato alcune schermate delle conversazioni su WhatsApp e la documentazione relativa a un procedimento penale in corso a Roma.
Il legame con il processo sul caso Sangiuliano
Le telefonate che Boccia sostiene di non riuscire a ricevere sono soprattutto quelle di Carlo Tarallo, giornalista con cui è imputata in un procedimento nato dalla denuncia dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e della moglie Federica Corsini. Al centro del processo c’è la diffusione di alcuni frammenti audio di una conversazione tra i due coniugi. La Procura di Roma contesta all’imprenditrice e al giornalista la diffusione illecita di registrazioni attinenti alla vita privata. Tarallo ha respinto le accuse, sostenendo di non aver ricevuto gli audio e di non aver partecipato al montaggio o alla pubblicazione dei contenuti. L’udienza predibattimentale è fissata per il 3 dicembre 2026.
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Si tratta di un procedimento distinto da quello già iniziato a Roma, nel quale Boccia deve rispondere, tra le altre accuse, di stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata dell’ex ministro. Anche in quel caso l’imprenditrice respinge le contestazioni.

