Midterm Usa, Papa Leone ha votato: è la prima volta nella storia. La busta dal Vaticano e la sfida in Illinois
Anche Papa Leone XIV voterà per le elezioni di midterm negli Usa, in programma martedì 3 novembre. Anzi, Robert Prevost ha già votato. Lo ha confermato oggi la Santa Sede, dopo che dall’Illinois era rimbalzata l’indiscrezione. Pontefice dall’8 maggio 2025 ma anche cittadino di Chicago, Leone ha chiesto infatti nelle scorse settimane di ricevere la scheda per poter votare via posta e ha poi esercitato il suo diritto/dovere: diventa così il primo Papa della storia a votare per un’elezione in America. «Il Papa ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti ogni volta che ne ha avuto la possibilità. La Sala Stampa della Santa Sede conferma che, in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago», fa sapere il Vaticano, rilanciando la sua convinzione «riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici». Prevost, 71 anni, è iscritto nelle liste del partito Repubblicano e registrato nella contea di New Lenox in Illinois. Stando ai registri, ha votato alle midterm già nel 2014, 2018 e 2024, alle primarie repubblicane nel 2012, 2014 e 2016 e a quelle democratiche nel 2008 e 2010.
Papa Leone e lo scontro con Donald Trump
Da quando è arrivato alla Casa Bianca, nonostante i tentativi iniziali di Donald Trump di mettere il cappello sulla sua elezione, Papa Leone si è scontrato a più riprese col presidente Usa. Ha criticato più volte le sue dure politiche contro gli immigrati e scelte di politica estera, in particolare la guerra all’Iran lanciata a fine febbraio. L’apice della tensione tra i due si è toccato ad aprile, quando Trump minacciò di «distruggere un’intera civiltà» se gli Ayatollah non avessero interrotto gli attacchi a obiettivi Usa e su Israele. Il Pontefice bollò quell’ultimatum come «inaccettabile» e avvertì sul rischio di stracciare il diritto internazionale. Trump rispose accusando il Papa di essere «debole sul crimine e tremendo in politica estera», e pure JD Vance lo attaccò frontalmente. Lo stesso episcopato Usa, pur sensibile a posizioni conservatrici, è molto critico nei confronti di Trump. I canali tra Vaticano e Casa Bianca, comunque, sono sempre aperti, e su altre questioni la Chiesa è più vicina alle posizioni dei Repubblicani.
Le sfide in Illinois e le scelte del Papa
Votando per posta, in concreto, Leone si è trovato a dover operare tre scelte principali. 1) Se confermare alla Camera il rappresentante uscente Jonathan Jackson (Democratico) o rimpiazzarlo con Christian Maxwell (Repubblicano). 2) Se mandare al Senato la Democratica Juliana Stratton, che punta a succedere a Dick Durbin, o il Repubblicano Don Tracy. 3) Se confermare per la terza volta a governatore dell’Illinois JB Pritzker (Dem) o dare una chance al contendente conservatore Darren Bailey. A prescindere dalle scelte del Papa, i sondaggisti non hanno in realtà molti dubbi: considerano l’Illinois una «corsa sicura» per i Democratici, nell’ambito di quella che viene prevista d’altronde dai sondaggi come una probabile riscossa «blu» contro i Repubblicani dopo due anni di governo Trump.

