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Crans Montana, la Svizzera non chiede il rimborso delle spese mediche all’Italia. Meloni: «Gesto di solidarietà tra i Paesi»

04 Novembre 2026 - 12:40 Michela De Marchi Giusto
Le spese erano per i feriti del rogo a Crans Montana
La decisione è stata comunicata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Un gesto di grande solidarietà»
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L’Italia non dovrà rimborsare le spese mediche dei feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana: circa 1,5 milioni di franchi che il governo svizzero ha deciso oggi, mercoledì 4 novembre, di non chiedere. Una rinuncia a titolo eccezionale, comunicata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle conseguenze delle gravi ferite subite» ha dichiarato Parmelin.

Cosa prevedono le regole

Dopo il rogo del 1° gennaio 2026, dodici vittime assicurate in Italia sono state curate in Svizzera prima del trasferimento negli ospedali italiani. Un ferito assicurato in Svizzera è stato invece curato in Italia. In base all’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE, di norma ogni Paese si fa carico delle spese dei propri assicurati curati all’estero, ma gli Stati possono derogare a questo principio.

Il percorso verso la decisione

Il governo italiano aveva proposto una rinuncia reciproca al rimborso delle spese per le vittime assicurate nell’altro Paese. In attesa di un accordo, l’Istituzione comune LAMal, che finanzia le cure dei pazienti svizzeri in Europa e di quelli europei in Svizzera, aveva sospeso temporaneamente la richiesta di rimborso al Ministero della Salute italiano. Come ricordato dal governo svizzero, subito dopo il rogo l’Italia e altri Paesi europei avevano offerto aiuto rapido, gratuito e senza burocrazia per curare o trasportare all’estero i feriti, nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’UE. Per il Consiglio federale, la rinuncia al rimborso si inserisce in questo spirito di reciprocità ed è un modo per ringraziare della solidarietà ricevuta.

Come hanno commentato Meloni e Tajani

La notizia è stata accolta «con grande soddisfazione» dalla premier, che si è detta «felice di questa soluzione». Ha poi aggiunto: «Nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia. Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco». Secondo Meloni, Parmelin ha dimostrato sensibilità e con il gesto «conferma la solidità del rapporto tra le nostre nazioni».

Come Meloni, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di «un gesto di grande solidarietà», riferendo di essere in contatto con il ministro degli Esteri Ignazio Cassis. E ancora ha rimarcato su X: «È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano». Inoltre, la decisione del governo svizzero, secondo Tajani, è simbolo di «collaborazione tra Paesi».

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