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Francia, il sondaggio: per l’Eliseo ballottaggio tra Jean-Luc Mélenchon e Marine Le Pen

04 Novembre 2026 - 10:32 Alba Romano
marine le pen jean-luc mélenchon
La rilevazione Ifop: socialisti in arretramento. Il duello tra le ali estreme diventa una prospettiva reale
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Un ballottaggio inevitabile per l’Eliseo fra l’estrema destra di Marine Le Pen e l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon. Questo il risultato di un sondaggio Ifop, che vede anche un vistoso arretramento del vincitore delle primarie socialiste, Raphaël Glucksmann. Il duello fra le due estreme sembra più che mai una prospettiva reale.

Il risultato

In tutti i casi testati dall’Ifop il risultato è sempre lo stesso: il candidato de La France Insoumise che oscilla fra il 17,5 e il 18% al primo turno, ampiamente davanti all’avversario di centrodestra Edouard Philippe (15%) e con Glucksmann che scende fra il 10 e il 13% dal 16% toccato il mese scorso. Inarrivabile Le Pen, solitaria in testa con il 35-37% delle intenzioni di voto. Intanto la sinistra francese celebra la sconfitta inflitta dai democratici al presidente statunitense Donald Trump alle elezioni di metà mandato, e ne coglie segnali di speranza in vista delle presidenziali di primavera.

La sconfitta di Trump

La candidata ecologista alle presidenziali, Marine Tondelier, ha espresso soddisfazione per la «sconfitta storica» del leader repubblicano, giunta alla metà del suo secondo mandato definito «apocalittico». «Ciò che è accaduto negli Stati Uniti negli ultimi anni rappresenta un avvertimento per la Francia. Se il nostro Paese dovesse portare al potere il Rassemblement national il prossimo anno, andrebbe incontro allo stesso tragico destino degli Stati Uniti», ha scritto sui social.

Tondelier ha inoltre accusato il Rn – dato in testa nei sondaggi – di essere, al pari di Donald Trump, «fascista, corrotto, negazionista del clima e incompetente». «Gli Stati Uniti hanno pagato due volte per capire. Speriamo che questa lezione ci serva», ha affermato. Il candidato socialdemocratico Raphael Glucksmann ha parlato di «vittoria della democrazia e della decenza. In politica nulla è inevitabile; questo sussulto democratico è un messaggio di speranza per tutti», ha dichiarato.

Lula e Netanyahu

«Pochi giorni dopo la clamorosa vittoria di Lula in Brasile e l’arretramento di Benjamin Netanyahu, ecco l’ondata democratica negli Stati Uniti», ha commentato con entusiasmo il primo segretario del Partito Socialista, Olivier Faure. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ospite dell’emittente Rtl, ha affermato di non vedere alcun “legame” tra queste diverse tornate elettorali e le elezioni presidenziali francesi. «Non sono un elettore americano e bisogna rispettare il voto del popolo statunitense, qualunque esso sia», ha dichiarato. Ma «ciò che accade negli altri Paesi non mi riguarda», ha ribadito colui che viene indicato come possibile premier in caso di vittoria del Rassemblement National nel 2027.

Le Pen e TheDonald

Il partito ha cercato negli ultimi anni di prendere prudentemente le distanze da Donald Trump, nonostante la sua candidata, Marine Le Pen, lo avesse sostenuto pubblicamente durante le campagne elettorali del 2016 e del 2020. Bardella ha osservato che il presidente americano ha cambiato filosofia rispetto al suo primo mandato, in particolare in politica estera. La sua sconfitta ha «un legame» con la guerra in Iran, ha affermato, sottolineando le ripercussioni di tale scelta sul «potere d’acquisto» dei francesi.

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