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Il giallo della ricina finisce già su tre libri, Pietracatella si ribella: «Sciacalli, non comprateli»

04 Novembre 2026 - 20:44 Antonia Verderosa
madre e figlia avvelenate con la ricina
Tre libri, centinaia di copie vendute e l'interesse delle televisioni straniere. A oltre dieci mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, le indagini sono ancora contro ignoti. E gli abitanti del paese protestano contro chi racconta la tragedia
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A Pietracatella, piccolo comune molisano di poco più di mille abitanti, non tutti hanno accolto bene l’uscita di tre libri dedicati alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nel dicembre 2025. «Non comprateli. Vergogna, sciacalli che lucrano sulle disgrazie altrui», si legge sui gruppi social del paese. Numerosi gli appelli al boicottaggio delle vendite e gli insulti rivolti agli autori, accusati di voler lucrare su una tragedia. Mentre in paese cresce il malcontento riservato alla vicenda, a oltre dieci mesi dalla tragedia, l’inchiesta della Procura di Larino per duplice omicidio non ha ancora portato a una svolta.

I tre libri sul caso di Pietracatella

Fa discutere soprattutto il titolo scelto da Agostino Rocco, direttore della biblioteca provinciale di Isernia, per il suo libro: L’assassino di Pietracatella. L’autore ha deciso di rispondere alle critiche con una lettera aperta ai cittadini: «Mi accusate di aver scritto dei fatti di Pietracatella per soldi e gloria. Non ne ho bisogno», scrive Rocco. «Ho scritto perché se non fissi i fatti mentre accadono resta solo il rumore. E di rumore a Pietracatella, definito paese omertoso, ne abbiamo fin troppo». Gli altri due volumi sono Uno di noi. Il giallo di Pietracatella. Il beneficio del dubbio, dell’avvocato Francesco Mancini, e Pietracatella. Il veleno dentro casa, del criminologo Aldo Di Giacomo. Tre ricostruzioni diverse che affrontano una vicenda ancora irrisolta, senza indicare un responsabile. Nel frattempo, i libri raccolgono consensi fuori dal Molise: sono centinaia le copie ordinate su Amazon mentre nelle libreria è già tutto esaurito.

Dai libri ai social, il caso diventa un fenomeno mediatico

Il duplice avvelenamento è ormai diventato anche un argomento per i creator specializzati in cronaca nera. Video su YouTube, ricostruzioni e commenti sui social si aggiungono alle trasmissioni televisive che seguono da mesi le indagini. Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto le domande ancora senza risposta: come è stata somministrata la ricina? Dove è stata procurata? E chi potrebbe averla portata a contatto con le due vittime? Intanto, si continua a indagare per duplice omicidio premeditato, mentre gli investigatori cercano di ricostruire gli ultimi giorni di vita di Antonella e Sara.

Le indagini sulla ricina e le ricerche su Reddit

Tra gli accertamenti ancora in corso ci sono quelli informatici, avviati anche per verificare alcune ricerche online relative alla ricina. L’attenzione si concentra, tra le altre cose, su messaggi pubblicati da utenti anonimi sulla piattaforma americana Reddit. Secondo indiscrezioni giornalistiche, sarebbe stata richiesta anche la collaborazione dell’Fbi per risalire agli autori di alcune ricerche. La Procura, però, non ha confermato questa circostanza e non è stato accertato alcun collegamento tra i messaggi e la morte delle due donne. Restano attesi anche gli esiti ufficiali degli accertamenti sui reperti effettuati dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. E si parla, negli ultimi giorni, soprattutto dell’audizione protetta di una donna, impegnata in politica, che sarebbe intima di Gianni Di Vita. La donna, finora mai sentita, è stata ascoltata ieri direttamente alla Procura di Larino lontano dalle telecamere.

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