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Come funziona la truffa del finto carroattrezzi: «Paghi 250 euro con bonifico istantaneo, ma nessuno arriva»

05 Novembre 2026 - 13:08 Costanza Saporito
Nuova truffa carro attrezzi segnalata a Pisa
I truffatori chiedono 250 euro per recuperare l’auto rimossa o in panne, poi spariscono. La segnalazione di una ditta di soccorso stradale e l'appello agli automobilisti: «Contattate sempre prima le forze dell'ordine»
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Un numero di telefono associato a una pagina web con un falso logo Aci, che promette a chi resta in panne o non trova la propria auto, magari rimossa per divieto di sosta, di inviare immediatamente un carroattrezzi dietro pagamento di 250 euro tramite bonifico istantaneo. Dopo aver versato la cifra, però, non arriva nessuno. È la nuova truffa segnalata a Pisa, che potrebbe però rapidamente diffondersi nel resto del Paese.

Come funziona la truffa del finto carroattrezzi

Marco Antoni, uno dei due titolari di una ditta, ha spiegato a La Nazione come funziona il raggiro: «È già successo a due nostri clienti, che ci hanno raccontato la dinamica della truffa. Al telefono il finto operatore rassicura la vittima sostenendo che l’auto si trova sul proprio carroattrezzi e si fa dettare marca, modello e targa. Dopo una finta ramanzina per il divieto di sosta, il truffatore propone di riportare l’auto direttamente a casa per una cifra “agevolata” di circa 200-250 euro, prospettando costi da capogiro, oltre i 300 euro, se si rimanda la pratica al giorno dopo. Per bloccare l’offerta viene chiesto un bonifico istantaneo. Una volta effettuato il pagamento, l’interlocutore scompare, il denaro è perso e la macchina non viene mai riconsegnata».

Il caso dei due automobilisti

Il titolare ha spiegato anche perché due suoi clienti si fossero rivolti al falso carroattrezzi: «Il primo è un automobilista di Piombino che aveva forato una ruota. Dopo aver pagato 250 euro per il soccorso stradale, ha atteso inutilmente l’arrivo del carroattrezzi. Il secondo, invece, è un residente di Tirrenia che, dopo essere stato truffato, è stato anche preso in giro dai truffatori per esserci cascato».

La segnalazione ai carabinieri e l’appello agli automobilisti

Dopo aver segnalato il caso ai carabinieri, Antoni ha provato a chiamare il numero usato dai clienti: «È associato a una pagina web ben fatta, con tanto di logo Aci. Ho finto di essere un automobilista fino al momento in cui mi hanno chiesto di fare il bonifico. A quel punto li ho accusati di essere dei malfattori, ma per tutta risposta mi hanno detto di farmi gli affari miei», ha raccontato. «Il momento di smarrimento che si prova quando non si trova la propria auto non deve diventare un’occasione di sciacallaggio per malintenzionati», ha aggiunto, invitando gli automobilisti a «contattare sempre prima le forze dell’ordine, diffidare da chi chiede bonifici immediati per telefono, affidarsi ad aziende accreditate e denunciare le truffe».

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