Delitto di Garlasco, Sempio dopo la richiesta di processo: «Vogliamo andare presto in aula». I legali: «Sul buono postale una fake news» – Il video
All’indomani della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, Andrea Sempio rompe il silenzio e affida le sue prime dichiarazioni a Quarto Grado su Rete 4. «Era quanto ci aspettavamo, non è una notizia che cade dal cielo: speriamo di andare in aula il prima possibile per risolvere tutto», ha dichiarato. Sempio ha ammesso la forte tensione del momento («Paura no, tensione sì, perché il momento è quello che è»), respingendo con fermezza i parallelismi avanzati tra il presunto movente del delitto e i video o soliloqui circolati di recente: «Non c’è alcun collegamento e credo non lo veda nemmeno la Procura, visto che quegli elementi non compaiono nemmeno nell’informativa finale». Un pensiero è andato anche ai familiari della vittima: «Speriamo di essere vicini alla fine di tutto questo, sia per noi sia per loro. Credo che finalmente potremo dimostrarlo».
La fake news del buono postale da 85mila euro
Sul fronte difensivo, intanto, i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia sono intervenuti per smentire duramente le indiscrezioni relative a un presunto buono postale da 85 mila euro riconducibile a Sempio e ai suoi genitori, definendola una «gravissima fake news priva di qualsiasi riscontro». Gli avvocati hanno precisato che Sempio non ha mai conferito mandati o deleghe all’avvocato Stefano Rossi dell’Associazione Italia di Roma per la riscossione del titolo, qualificando la Pec inviata a Poste Italiane come priva di efficacia giuridica poiché redatta da un soggetto non autorizzato (falsus procurator). Riservandosi querele e azioni legali per i danni d’immagine provocati dalla circolazione della notizia, la difesa ha intimato chiarimenti pubblici ai diretti responsabili.

