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Cesare Battisti arrestato in Bolivia. Conte: «In Italia nelle prossime ore». L'aereo è atteso alle 12.30

Redazione - 13/01/201906:08Aggiornato 25/02/2019 15:50

Aveva fatto perdere le sue tracce a dicembre, dopo l'emissione di un mandato di cattura. Rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo già partito da Santa Cruz: lo annuncia il premier Giuseppe Conte. Salvini: «Dovrà marcire in galera fino all'ultimo dei suoi giorni»

Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo già partito da Santa Cruz in Bolivia e diretto a Roma. Giuseppe Conte aveva annunciato con un post su Facebook che Battisti sarebbe arrivato in Italia "nelle prossime ore".

Il decollo dell'areo era stato annunciato nella tarda serata italiana dalla Bolivia. Raggiungerà il nostro paese dopo uno scalo tecnico.

In serata arriva anche la conferma del ministro dell'Interno Salvini intervistato a Non è l'arena, che ipotizza come orario d'arrivo quello delle 12.30 del 14 gennaio.

Lo stesso premier Conte conferma poi che l'aereo diretto a Roma con a bordo Cesare Battisti è decollato da Santa Cruz.

Le immagini di Cesare Battisti all'interno del volo che lo riporterà in Italia

Quello che Battisti aveva nelle tasche

La carta di credito trovata in tasca a Battisti

Battisti andrà nel carcere di Rebibbia a Roma: parola del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il terrorista, arrestato in Bolivia il 12 gennaio, alle 22 ora italiana, dopo 38 anni di latitanza, dovrebbe essere estradato e giungere in Italia già nel pomeriggio di domani 14 gennaio.

«Il carcere di Rebibbia e la giustizia italiana lo aspettano. C'è stata grande collaborazione a livello internazionale sia con le autorità brasiliane che con quelle boliviane», dice Bonafede. «Arriverà in Italia dalla Bolivia, quindi sconterà l'ergastolo, ovvero la pena che gi è stata comminata dalla giustizia italiana», twitta anche il ministro, Non, quindi, la pena massima di 30 anni prevista dall'accordo con il Brasile.

L'aereo che lo riporterà in Italia è partito la mattina del 13 gennaio - ha fatto sapere il premier Conte - ed è atterrato a La Paz alle 17 ora italiana. A bordo, uomini dell'Aise - il servizio segreto estero italiano che ha lavorato molto alla cattura di Battisti - e della Polizia di Stato.

In un comunicato stampa diffuso dal Quirinale, il presidente della Repubblica Mattarella ha espresso la sua soddisfazione per l'arresto, augurandosi «che Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia».

Intorno alle 15, il premier Giuseppe Conte e il presidente brasiliano Jair Bolsonaro hanno avuto un colloquio telefonico sull'arresto di Cesare Battisti in Bolivia.

«Grazie alle forze dell'ordine e alle autorità italiane, brasiliane e boliviane per il lavoro svolto», ha twittato il presidente della Camera Roberto Fico .«Il mio impegno è che questo maledetto delinquente sconti la sua pena», tuona Salvini da Milano, nel corso del suo intervento alla scuola politica della Lega. «Ovviamente dovrà marcire in galera fino all'ultimo dei suoi giorni. Non deve uscire vivo».

L'ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo è stato fermato a Santa Cruz de la Sierra: si era travestito con barba e baffi finti. Secondo Globo Tv, la principale emittente brasiliana, verrà prima portato in aereo in Brasile e da lì verrà estradato in Italia. Non ha opposto resistenza e sembra che avesse addosso regolari documenti brasiliani.

«Ho qualche speranza che Evo Morales gli dia la possibilità di restare in Bolivia», aveva detto in un'intervista al giornale brasiliano Folha l'ex compagna di Cesare Battisti e madre di suo figlio, Luana Priscila Pereira. L'arresto era stato ordinato a metà dicembre dal Supremo Tribunale Federale Brasiliano. «L'italia può contare su di noi», aveva detto il presidente di estrema destra Bolsonaro, siglando un'alleanza a distanza col ministro dell'Interno Matteo Salvini. Da quel momento, Cesare Battisti aveva fatto perdere le sue tracce.

Cesare Battisti è stato un membro dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo) un'organizzazione nata in Lombardia negli "Anni di piombo". È stato condannato in contumacia a due ergastoli per l'omicidio di quattro persone, ma è scappato dall'Italia prima che i processi avessero inizio. La sua condanna è stata spesso criticata e ritenuta ingiusta, tanto che sono nati dei comitati a sostegno dell'innocenza di Battisti.

Negli anni della sua latitanza, è stato in Francia, Messico e Brasile. In Francia aveva trovato rifugio grazie alla "dottrina Mitterrand", che prevedeva la concessione del diritto d'asilo ai "terroristi pentiti", che avevano abbandonato la lotta armata. Approvata nel 1982, la norma è stata abrogata 20 anni dopo, nel 2002. Battisti è quindi fuggito in Brasile dove è rimasto fino a metà dicembre 2018, quando era ormai chiaro che l'orientamento del nuovo presidente Bolsonaro non sarebbe stato lo stesso dei suoi predecessori.

Dal 2007 a oggi Battisti era stato arrestato e rilasciato quattro volte, l'ultima il 4 ottobre del 2017, quando fu fermato mentre tentava di fuggire in Bolivia. Scarcerato tre giorni dopo, gli erano state applicate misure cautelari più leggeri, come l'obbligo di firma e il divieto di lasciare la zona dove era stato arrestato. Il 25 aprile 2018 un giudice ha disposto la revoca delle misure cautelari: il 12 gennaio l'arresto che mette fine a 38 anni di latitanza.

Secondo Emiliano Guanella, corrispondente da San Paolo per RSI - Tv Svizzera e La Stampa e analista politico, Battisti avrebbe chiesto un mese fa asilo alle ambasciate di Bolivia, Venezuela e Nicaragua in Brasile. Senza successo.

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