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Lo scontro sull’emergenza casa sbarca in Ue: così la caduta di Pedro Sánchez mette a rischio pure von der Leyen

06 Ottobre 2026 - 20:45 Gianluca Brambilla
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Il nuovo regolamento Ue sulla casa accende gli animi a Strasburgo. E intanto i Socialisti meditano di togliere il supporto all'esecutivo Ue in caso di sconfitta in Spagna
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Lo scontro politico sulla crisi abitativa si allarga dalla Spagna al cuore delle istituzioni europee. Mentre a Madrid prende il via la campagna elettorale che porterà alle elezioni anticipate del 29 novembre, durante la plenaria del Parlamento europeo c’è un tema che divide forse più di tutti gli altri: il nuovo regolamento europeo sulla casa. A inizio settembre, l’esecutivo comunitario ha presentato il tanto atteso Affordable Housing Act, la proposta di regolamento sugli alloggi accessibili attraverso cui l’Unione europea intende mettere un freno al caro-casa. La novità principale è soprattutto una: la possibilità per Comuni e regioni di intervenire con una stretta sugli affitti brevi nelle aree «sotto pressione abitativa». Una misura sacrosanta e persino tardiva, secondo il centrosinistra. Un attacco alla libertà e alla proprietà privata, secondo destra e centrodestra.

Il nuovo regolamento Ue e la stretta sugli affitti brevi

Il nuovo regolamento europeo, di fatto, conferirebbe alle amministrazioni locali la possibilità di introdurre una serie di misure per tamponare l’emergenza abitativa. In questa partita, Bruxelles non ha molta voce in capitolo e si limita a decidere quali interventi sono ammissibili e quali no. «La Commissione europea non deciderà quali aree debbano essere prese di mira, né quali misure debbano essere introdotte. Queste decisioni rimarranno di competenza delle autorità locali, regionali e nazionali», ha ribadito oggi il commissario europeo alla Casa, Dan Jorgensen, in aula a Strasburgo. «Gli affitti brevi, le seconde case e gli immobili sfitti – ha aggiunto – non sono la causa principale della crisi abitativa», ma in alcune zone «contribuiscono a questo problema».

EPA/Olivier Matthys | Dan Jorgensen, commissario europeo alla Casa e all’Energia, durante il dibattito al Parlamento Ue sull’Affordable Housing Act, 6 ottobre 2026

Lega all’attacco. Ilaria Salis loda le proteste in Spagna

La stretta sugli affitti brevi proposta da Bruxelles non è piaciuta ai partiti di destra, seppur con sfumature diverse. La più battagliera è senz’altro la Lega, che oggi con Isabella Tovaglieri si è scagliata duramente contro il provvedimento: «Ditelo chiaramente. Voi di sinistra volete distruggere la proprietà privata. Non sopportate l’idea che i cittadini europei possano possedere qualcosa ed essere liberi e indipendenti.
Volete un’Unione Sovietica Europea». Netto, ma con toni decisamente più pacati, il “no” di Fratelli d’Italia. «Dobbiamo affrontare questo tema con pragmatismo. La vera priorità è aumentare l’offerta abitativa senza comprimere il diritto di proprietà», ha fatto notare l’eurodeputato meloniano Denis Nesci. Critica anche Forza Italia: «Le aspettative dei cittadini sulla casa sono crescenti e questo impone all’UE di dare risposte forti e concrete. Purtroppo, il commissario Jorgensen ha scelto di partire da un aspetto marginale, gli affitti brevi, che non possono diventare il cuore della politica europea sull’Housing», ha ammonito l’eurodeputato azzurro Marco Falcone.

Ma anche a sinistra c’è chi non è soddisfatto dell’Affordable Housing Act proposto dalla Commissione europea. «Possiamo dire che il diritto di un fondo immobiliare a fare profitto non è uguale a quello delle persone ad avere una casa? Possiamo dire che l’abitare è un diritto e che il profitto dei miliardari viene dopo, tanto dopo? Controllare gli affitti brevi è doveroso, ma non possiamo limitarci solo a quello», ha protestato in aula Benedetta Scuderi, eurodeputata dei Verdi. Ilaria Salis – protagonista anche di uno scontro con l’eurodeputata leghista Tovaglieri – ha lodato invece le proteste che da giorni scuotono la Spagna, sventolando in aula un mazzo di chiavi: «Questo è il suono della protesta per il diritto alla casa. Un simbolo di lotta ch esperiamo di sentire in tutta Europa».

L’azzardo di Sánchez fa tremare von der Leyen

L’Affordable Housing Act proposto dalla Commissione europea è soltanto l’ultimo dossier su cui Socialisti e Popolari sono arrivati allo scontro. Ma la verità è che il tema della crisi abitativa rischia di avere ripercussioni ben più profonde del nuovo regolamento europeo e persino della caduta del governo in Spagna. Secondo Politico, una sconfitta di Sánchez alle elezioni potrebbe mandare gambe all’aria anche l’intero esecutivo di Ursula von der Leyen. Finora, il premier spagnolo è stato l’unico a offrire un vero contrappeso di sinistra all’interno delle decisioni del Consiglio europeo. Una sua assenza potrebbe quindi convincere i Socialisti a sfilarsi dalla maggioranza e assumere una posizione via via meno incline al compromesso con gli alleati di centrodestra, i Popolari.

Foto copertina: EPA/Olivier Hoslet | Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, insieme al premier spagnolo Pedro Sánchez

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