Salvini ancora contro Virginia Raggi: «A Roma gabbiani come pterodattili»

Il ministro dell’Interno e vicepremier è stato intervistato da Giovanni Floris a Di Martedì, su La7

Lo scontro col M5s è talmente forte, da far passare in secondo piano quello con la "nemica" di sempre: Elsa Fornero. Ospite di «Di Martedì», su La7, Matteo Salvini non arretra di un centimetro nella sfida a chi fa la voce più grossa con l'alleato di governo.

Attacca Roma e la gestione Raggi; sfida ancora il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sulla questione libica e il salvataggio dei profughi che potrebbero arrivare da Tripoli. I risultati ottenuti con Quota 100 – rivendicati con tanto di cartellone – sono un semplice intermezzo tra una bordata e l'altra.  

L'attacco a Virginia Raggi

«Magna tranquillo», gli aveva detto la sindaca di Roma Raggi dopo che Salvini aveva raccontato degli appelli dei romani affinché si candidi a sindaco. Da quel momento, è stato uno scontro continuo. «Oggi non direi più di votare per il M5s a Roma»; «Bisogna svuotare i cestini della spazzatura. Non è che il ministro dell'interno può rincorrere i topi». Durante l'intervista con Giovanni Floris arriva un'altra bordata: «A Roma – dice – ci sono gabbiani che sembrano pterodattili».  

Salvini sul 25 aprile 

In merito alle polemiche sulla mancata partecipazione di Salvini alle manifestazioni per il 25 aprile, il vicepremier ha dichiarato: «Mi dispiace chi ha frainteso la mia partecipazione a Corleone. È giusto ricordare i drammi storici di settanta anni fa, ma la guerra di liberazione da ministro dell'Interno oggi non la faccio ricordando il fascismo o il comunismo, la faccio combattendo la mafia nel cuore della Sicilia che ha il diritto di essere liberata».

Quota 100 e pace fiscale

Il vicepremier torna poi a parlare del Def e delle misure Quota 100 e pace fiscale. Salvini ha dichiarato che nel Documento di Economia e Finanza «abbiamo scritto quello che è giusto scrivere perché l’Europa sia contenta».

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Il ministro ha poi mostrato due cartelli: uno su Quota 100, dicendo: «È vero che se metto 20 miliardi per smontare la legge Fornero il deficit cresce, ma io investo in lavoro perché se ho i conti a posto e i disoccupati non faccio un buon servizio».

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Mostrando poi il cartello e rivolgendosi all’ex ministra Elsa Fornero, ha dichiarato: «Ci sono 119 mila uomini e donne italiani che si sono liberati dalla gabbia della legge Fornero, hanno conquistato il diritto alla pensione, liberando posti di lavoro per 100mila giovani». 

Salvini sulla questione Libia

«Occorre lavorare per la pace, gli errori fatti in Libia e in Iraq li stiamo pagando ancora oggi», sostiene Salvini. «Da ministro devo garantire la sicurezza di 60 milioni di italiani. Si entrerà solo con il permesso». Il vicepremier leghista ha poi aggiunto: «Al momento non c’è guerra, ci sono scontri e noi stiamo lavorando affinché non ci sia la guerra», ha detto il ministro dell’Interno.

Salvini e il tema immigrazione

Salvini ha poi detto la sua sulla querelle con la ministra Trenta in tema di immigrazione: «Trenta parla di accoglienza in caso di guerra in Libia, ma ci sono 500 terroristi dell'Isis nelle carceri libiche, per questo impedire l'arrivo dei barche e barchette è ancora più importante. Se è a rischio la sicurezza italiana, io non do l’autorizzazione allo sbarco». Salvini ha poi precisato: «Sui porti e sui migranti fino a oggi io, Toninelli e Di Maio abbiamo condiviso tutte le decisioni, e anche i processi». 

Foto copertina Ansa | Matteo Salvini a Di Martedì, 16 aprile 2019