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Europee, all’estero c’è un’altra Italia: primo Pd, i Verdi e la Sinistra entrano in Parlamento

27 Maggio 2019 - 16:52 OPEN
epa07602886 People, mostly French citizens line-up out side the offices of the European Commision on a pavement leading to the French embassy in order to vote in the European Parliament elections, in Berlin, Germany, 26 May 2019. The European Parliament election is held by member countries of the European Union (EU) from 23 to 26 May 2019.  EPA/OMER MESSINGER
L'affluenza degli italiani all'estero è stata del 7,7%, di quasi due punti percentuali in più rispetto al 2014. E i risultati ci parlano di uno scenario ben diverso di quello dei seggi italiani
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Un Partito Democratico che stacca i suoi rivali politici di quasi 15 punti percentuali. I Verdi e La Sinistra che superano la soglia di sbarramento percentuale per l’ingresso nel Parlamento europeo. Non è il gioco dell’assurdo all’indomani delle elezioni europee, ma il risultato delle votazioni degli italiani residenti all’estero.

Le percentuali dei voti complessivi le conosciamo tutti: una Lega che trionfa sull’alleato di governo pentastellato, un Pd che torna a prendere quota senza giocarsi mai il testa a testa con il Carroccio. Silvio Berlusconi che torna in carrozza con un 8,8% e il Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che rompe il tetto del 6%.

A dare una sterzata a quello che sembra il sentire comune degli italiani è però il voto degli expat, che, immersi in altri contesti quotidiani e culturali, hanno scelto con ben altro piglio. Pd al 32%, Europa Verde al 9,8%, +Europa all’8,7%, La Sinistra al 4%. Restano gli zoccoli duri del momento: la Lega che prende comunque il 18% e il Movimento 5 Stelle che prende il 14%. O il 6% di Forza Italia.

Nonostante la presenza inevitabile dei partiti forti, gli italiani all’estero sembrano parlare un linguaggio più europeista e meno sovranista. Nel Regno Unito, dove la questione Brexit sta creando disordini sia nel Parlamento che tra i cittadini, il Pd ha raggiunto quota 36%, contro un 16% del M5S e appena un 12% della Lega. In Svezia il Pd raggiunge il 45,29%, mentre in Austria, Francia e Danimarca il Partito dei Verdi è addirittura nella top 3 delle preferenze.

Gli unici Paesi che sfuggono al “ribaltone europeista” sono gli Stati dell’Est: Croazia, Ungheria, Romania, Bulgaria puntano il picchetto del partito di Matteo Salvini. Così come anche Estonia (36%) e Lettonia a Nord-Est (26%).

Insomma, se il voto degli italiani all’estero servisse ad assegnare delle wild card per i seggi elettorali, anche l’Italia avrebbe partecipato all’onda verde che, dopo mesi di mobilitazioni giovanili per il clima, è riuscita a tingere il Parlamento europeo. Non un effetto Greta da capogiro, certo, se lo si paragona al risultato di altri Stati; ma in un Paese come l’Italia, dove la coalizione verde non ha mai raggiunto risultati significativi, è sicuramente il segno di una scossa.

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