Amanda Knox torna in Italia per il festival della Giustizia e attacca i media: «Con voi non parlo»

«Ho scelto di non rilasciare interviste in Italia, nella speranza che quello che dirò a Modena parlerà da sé». A twittarlo è Amanda Knox che sarà ospite del festival della Giustizia penale, a Modena dal 13 al 15 giugno.

Protagonista di uno dei casi di cronaca più controversi degli ultimi decenni, è la prima volta che Knox torna in Italia dopo la scarcerazione. Accompagnata dalla madre e dal fidanzato, sarà in Italia per l’appuntamento intitolato “Il processo penale mediatico”.

Nessuna intervista sarà rilasciata ai giornalisti, Knox ha in serbo altro. Nel tweet si fa riferimento a un editoriale – dal titolo Il tuo contenuto, la mia vita – scritto a distanza di otto anni dalla scarcerazione in Italia, il cui focus è come la giovane viva il suo ruolo di personaggio mediatico.

Nel testo, redatto in collaborazione con lo scrittore Christopher Robinson per la rivista on line Medium, si legge a un certo punto: «Le persone come me, in questo strano spazio di involontaria esposizione pubblica, non hanno la stessa protezione della persona media». 

E poi: «A meno che non riesca a dimostrare un intento malevolo (quasi impossibile), le persone possono dire tutto ciò che vogliono su di me e io non posso controbattere».

Knox poi punta il dito contro gli «errori del sistema giudiziario italiano» e «l’appetito vorace dei media» di essere stati complici di aver messo alla berlina la sua vita privata, tanto da averla spinta a non essere felice della vita che conduce.

E prosegue dicendo che mentre era sotto processo per un omicidio «che non ho commesso, i media hanno approfittato per anni sensazionalizzando una storia già sensazionale e assolutamente ingiustificata».

L’omicidio di Meredith

Meredith Kercher, ragazza inglese, era in Erasmus a Perugia. Viene uccisa il primo novembre 2007 nella sua casa in via della Pergola. Davanti al giudice, con l’accusa di omicidio sono finiti Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, Amanda Knox e l’allora fidanzato Raffaele Sollecito.

Dopo l’arresto e la condanna in primo grado nel 2007, nel 2011 vengono assolti in appello sia Knox che Sollecito. La ragazza torna negli Usa con la famiglia, ma la Cassazione annulla l’assoluzione.

Si apre così un nuovo processo di secondo grado, terminato con la nuova condanna dei due. Nel marzo 2015 Amanda e Raffaele sono stati assolti definitivamente dalla corte di Cassazione «per non aver commesso il fatto».

In via definitiva, per Knox è stata confermata solo la condanna a tre anni per aver calunniato Patrik Lumumba, accusandolo dell’omicidio nella prima fase delle indagini. La vicenda è poi stata esaminata della Corte europea per i diritti umani.

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