Lecce, sgominato clan mafioso: 30 arresti, indagato il sindaco di Scorrano

Le accuse sono quelle di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga, estorsione e sequestro di persona

Nella notte tra il 23 e 24 giugno, i carabinieri di Lecce hanno sgominato un presunto gruppo criminale emergente di stampo mafioso. Sono state emesse trenta ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del Tribunale di Lecce

19 persone sono state portate in carcere, mentre 11 sono finite agli arresti domiciliari. Tra gli indagati spicca anche il nome del sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’indagine, iniziata nel settembre 2017, è stata condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Maglie. Le indagini hanno permesso di individuare un presunto clan criminale “emergente” di stampo mafioso, operante sul territorio leccese, e con collegamenti con la Sacra corona unita salentina. 

Le accuse a carico del presunto clan

Innumerevoli le accuse a carico del gruppo: si va dall’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti al danneggiamento seguito da incendio, passando per la detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti. A queste accuse si aggiungono le accuse di  detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, di estorsione, di ricettazione, di minaccia aggravata, di porto abusivo di armi e di sequestro di persona e violenza privata. 

Il commento di Matteo Salvini

Il vicepremier leghista e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato l’arresto dei membri del presunto clan mafioso su Twitter, ringraziando le forze dell’ordine e gli inquirenti che hanno portato avanti le indagini.

«30 arresti per mafia nel leccese – scrive Salvini – stanato dai Carabinieri gruppo criminale accusato di traffico di droga, estorsione, porto abusivo armi, sequestro di persona e violenza privata. Grazie a Forze dell’Ordine e inquirenti. La pulizia non si ferma: avanti tutta! #lamafiamifaschifo».

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