Il M5s rischia l’isolamento nel Parlamento europeo, ma «C’è ancora tempo»

Nessun gruppo europeo sembra volerli accogliere, ma i pentastellati non si arrendono: «Il dialogo continua»

È fallito l’ultimo tentativo del Movimento Cinque Stelle di trovare un gruppo nel Parlamento Europeo. L’ennesimo «no» è arrivato dal Gruppo della sinistra unitaria europea (Gue/Ngl), un’alleanza di partiti della sinistra radicale, che include i tedeschi di Die Linke, Syriza (il partito greco di Alexsis Tsipras) e gli spagnoli di Podemos. 

Secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano spagnolo El Diario, «buona parte del gruppo non vuole accogliere gli alleati di Governo di Matteo Salvini». Risultato: il 25 giugno scorso è scaduto il termine per la creazione dei gruppi del Parlamento Europeo, ma il Movimento ha tempo ancora fino al 1 luglio per trovare un gruppo politico al quale affiliarsi, prima della prima assemblea plenaria del 2 luglio. 

Fonti del M5s fanno però sapere che «il dialogo continua», alla ricerca di un gruppo che possa rappresentare in Europa «un vero cambiamento e non ipocrita», con l’obiettivo di «superare le politiche di austerity che hanno bloccato lo sviluppo dell’Italia e di molti altri Paesi europei». 

Il rifiuto di Gue arriva dopo numerosi tentativi dei pentastellati di trovare accoglienza nei raggruppamenti di Strasburgo, fallito il progetto iniziale – presentato prima delle elezioni europee – di creare un’alleanza che avrebbe rappresentato «l’ago della bilancia della politica europea». 

Tra gli euroalleati presentati dal M5s figuravano il partito nazionalista polacco (Kukiz’15), con i finlandesi del Liike Nyt, con gli estoni di Elurikkuse Erakond e con il partito greco Akkel. Tutti questi partiti, infatti, non hanno superato la soglia di sbarramento, ad eccezione dei croati di Zivi Zid, che sono riusciti a far eleggere un solo europarlamentare.

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