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La versione M5S sull’elezione di Ursula von der Leyen: «C’era un accordo ma la Lega non ve lo dirà»

17 Luglio 2019 - 12:29 Redazione
epa07708008 Ursula von der Leyen the nominated President of the European Commission gives a press briefing following a meeting of Political groups Presidents at European Parliament in Brussels, Belgium, 10 July 2019. Von der Leyen is meeting alll groups about her  nomination as the head of the European Commission, a vote will take place next week at plenary session of the parliament.  EPA/OLIVIER HOSLET
«Siamo preoccupati» ha replicato il leader leghista Matteo Salvini. «È passata per 9 voti, è come se in Italia ci fosse un governo Pd-Fi-M5s, che cambiamento rappresenta?»
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L’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea continua ad agitare il governo italiano. A meno di 24 ore dal voto, è il Movimento 5 Stelle a replicare alle accuse degli alleati leghisti visto che i 14 eurodeputati M5S hanno votato per lei, a differenza dei 28 leghisti.

«Dovete sapere che c’era un accordo. Ma questo la Lega non ve lo dirà mai. L’accordo era che anche i cosiddetti ‘sovranisti’, lontani dai partiti tradizionali, la votassero, sapendo che la sua maggioranza non esisteva e in questo modo avremmo potuto condizionare ogni decisione futura in Europa», scrive il Movimento 5 Stelle in un lungo post su Facebook.

Dopo la nomina di von der Leyen, il partito guidato da Luigi Di Maio aveva rivendicato di essere stato l’ago della bilancia: «Perché mai la Lega, che fino alla mattinata di ieri dichiarava pubblicamente di votare sì insieme al Movimento 5 Stelle, all’improvviso alle 17 ha votato no? Forse solo per attaccare pubblicamente il MoVimento 5 Stelle». Insomma per i pentastellati, quella dei parlamentari del Carroccio è stata una tattica per attaccarli.

Salvini: «Preoccupati per la nomina»

«Abbiamo visto una presidente della Commissione europea indicata dalla Merkel e sostenuta da Macron, Renzi e Berlusconi e dai 5 Stelle, sbilanciatissima a sinistra sul alcuni temi come la crescita economica, il controllo dei confini, siamo preoccupati» ha replicato il leader leghista Matteo Salvini. «È passata per 9 voti, è come se in Italia ci fosse un governo Pd-Fi-M5s, che cambiamento rappresenta? Sono orgoglioso della coerenza e della lealtà dimostrata dagli europarlamentari della Lega».

Da sinistra: i due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, durante la cerimonia per l’anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria in piazza del Popolo, Roma 8 luglio 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La scelta del commissario italiano

Le trattative per ottenere un commissario europeo targato Lega (il primo nome di Salvini è Giancarlo Giorgetti) ora sembrano essere più complicate, non avendo il Carroccio votato per Von der Leyen. I leghisti temono che i 5 Stelle provino a rivendicare ora un proprio nome.

Com’era andata l’elezione

L’ex ministro della difesa tedesca Von der Leyen aveva ottenuto 383 voti favorevoli: solo 9 in più di quelli necessari per l’investitura. I voti contrari erano stati 327. In realtà se sommiamo i voti dei liberali di Renew Europe, dei socialdemocratici e dei popolari (inclusa Forza Italia), avrebbe invece dovuto disporre di 444 voti. Ci sarebbero quindi numerosi franchi tiratori all’interno della grande coalizione europea (popolari, socialisti, liberali). 

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