Migranti, via allo sbarco di 16 minori dalla Gregoretti. Berlino: «Pronti ad accogliere»

«Nessuno sbarcherà se da parte della Commissione europea non ci sarà una presa in carico di tutte le persone salvate», ha detto Salvini. Sarà un nuovo caso Diciotti?

Le 16 persone, tra i 15 e i 17 anni, dichiaratesi minorenni potranno scendere dalla nave della Guardia costiera ormeggiata al molto Nato di Augusta. Lo si apprende da fonti vicine al Viminale.

Gli sviluppi

La nave è ancora ferma davanti al porto di Augusta con 131 migranti soccorsi a bordo, in attesa che l’Unioni europea dia un riscontro positivo sulla ricollocazione dei naufraghi. La Germania sembra sia il primo Stato ad essersi ufficialmente fatto avanti.

«Il governo federale e il ministro degli Interni tedesco, venerdì in Commissione europea, hanno annunciato la propria disponibilità ad accogliere i migranti a bordo della Gregoretti», ha fatto sapere una portavoce del governo di Berlino nel corso di una conferenza stampa.

Intanto, la nave non ha ancora avuto l’indicazione a sbarcare i migranti da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che attende dalla Commissione europea una conferma sulla redistribuzione dei migranti nei vari Paesi membri. Anche Toninelli si è aggiunto all’appello: «Ora la Ue risponda, perché la questione migratoria riguarda tutto il Continente».

I naufraghi

A bordo della motovedetta della Guardia costiera ci sono 16 minori non accompagnati. Ieri, dopo un consulto medico, una donna all’ottavo mese di gravidanza con il marito e due figli piccoli sono stati fatti sbarcare al porto di Catania. I 131 naufraghi provengono da Sudan, Ciad, Costa d’Avorio, Nigeria, Senegal, Guinea Bissau, Niger, Gambia, Mali.

«Nessuno sbarcherà se da parte della Commissione europea non ci sarà una presa in carico di tutte le persone salvate», aveva detto Salvini. Bruxelles ha fatto sapere che avrebbe contattato gli Stati membri per raccogliere disponibilità.

Le richieste dell’Italia

Il Governo italiano ha inviato una lettera a Bruxelles chiedendo alla Commissione di coordinare le operazioni di ricollocazione dei migranti. Da Bruxelles sembra siano partiti i contatti con i Paesi membri per raccogliere la disponibilità ad accogliere le persone soccorse. Ma occorre anche tenere in considerazione che la nuova Commissione, dopo le elezioni di maggio, non si è ancora insediata e sono ancora attivi quindi i commissari uscenti.

Salvini dice “no” allo sbarco

«Il problema è bloccare gli scafisti – aveva detto Salvini intervenendo a Radio24 – nelle prossime ore vedremo se alle parole dell’Europa seguiranno i fatti perché avremo modo di sperimentare l’accoglienza e la generosità di Italia, Germania e Francia e di tutti gli altri paesi che spesso fanno la morale all’Italia. Non lasciamo morire nessuno, ma se Macron pensa che tutti i barconi debbano arrivare in Italia e che ci debba pensare l’Italia, ha sbagliato a capire».

La Commissione europea ha fatto sapere di «aver ricevuto dall’Italia una richiesta di svolgere un ruolo di coordinamento attivo per facilitare lo sbarco dei migranti soccorsi che si trovano attualmente a bordo della nave della Guardia costiera italiana Gregoretti». E un portavoce della commissione ha assicurato che l’Ue «prenderà contatti con gli Stati membri».

67 migranti in arrivo a Malta

Un secondo gruppo di 67 migranti è stato salvato dalle forze armate maltesi nella zona Sar di competenza maltese ed è stato fatto sbarcare nel porto della Valletta.

Si tratta della seconda imbarcazione che la Afm intercetta e recupera in appena 24 ore. Ieri era toccato a un gruppo di 76 persone, tutti uomini provenienti da Gambia e Sud Sudan.

Naufragio in Libia, decine di corpi recuperati

Intanto sono decine i corpi la Guardia costiera libica ha riportato sulle coste di Tripoli all’indomani del naufragio di due imbarcazioni al largo delle coste libiche. Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalla Mezzaluna Rossa, sono 62 i corpi senza vita recuperati in mare.

Secondo le autorità di Tripoli i dispersi sarebbero 116 mentre, secondo l’Unhcr, sarebbero 84 i sopravvissuti trasferiti nel centro di detenzione di Tajoura. Si tratta della stessa struttura bombardata a inizi luglio in cui sono rimasti uccisi almeno 50 rifugiati.

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