«Ferite profonde, le coltellate hanno raggiunto lo stomaco»: così è morto il carabiniere Cerciello Rega

Questo è ciò che emerge dalla relazione preliminare dell’autopsia svolta sul corpo del carabiniere

Le coltellate inferte a Mario Cerciello Rega sono state «sferrate con violenza» e hanno provocato «profonde ferite», tanto da «raggiungere lo stomaco». Il carabiniere sarebbe deceduto subito dopo per una forte emorragia. Questo è ciò che emerge dalla relazione preliminare dell’autopsia svolta sul corpo del carabiniere.


L’arma del delitto

Cierciello Rega sarebbe stato accoltellato a morte da Lee Elder, reo confesso, con 11 coltellate. L’arma – che sarebbe stata portata dagli Usa – è un coltello di 18 centimetri come si vede dalla foto mostrata dai militari durante la conferenza stampa a Roma.

«Sopraffatti nell’immediatezza»

Come spiegato dal comandante provinciale dei Carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, Cerciello e il collega Varriale non avrebbero mai potuto pensare che i due giovani «incappucciati» potessero essere armati.

I due militari, infatti, sono stati «sopraffatti nell’immediatezza e non c’è stato tempo di reagire», nemmeno di tirare fuori la pistola. Varriale, come spiegato da Gargaro, comunque «non avrebbe potuto sparare a un soggetto in fuga, altrimenti sarebbe stato lui indagato per un reato grave». Cerciello, invece, aveva con sé le manette, ma non la pistola che avrebbe «dimenticato nell’armadietto in caserma». Un punto, quest’ultimo, ancora da chiarire.

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