Insulti contro la ministra Bellanova su look e fisico (e il passato da bracciante), Renzi drastico: «Chi lo fa è un poveretto»

La strada verso la piena accettazione delle donne nella politica italiana sembra essere, alle porte del 2020, ancora tutta in salita

Non sono ancora trascorse 24 ore dal giuramento del Governo M5s – Pd e dal conseguente effettivo insediamento del Conte Bis e volano già gli insulti. Ma in questo caso non si è trattato di critiche sul piano politico, ma di commenti sgradevoli sull’aspetto fisico delle neo ministre Nunzia Catalfo (M5s) e Teresa Bellanova (PD), bollate dagli “esteti” del web con commenti offensivi sul loro aspetto fisico e sul loro look durante la cerimonia del giuramento. 

A essere colpita su più fronti è stata la neo ministra per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Teresa Bellanova, già vittima di commenti da parte del sindaco di Locorotondo Tommaso Scatigna, eletto in quota Fratelli d’Italia, che sul suo profilo Facebook ha scritto: «Immagina incontrarla di notte…». 

Le allusioni di Capezzone

Ma ad alimentare ulteriormente gli insulti contro la ministra Bellanova ci ha pensato l’ex portavoce di Forza Italia e attuale giornalista de La Verità Daniele Capezzone che sul suo profilo Twitter ha condiviso la foto della ministra scrivendo: «Carnevale? Halloween?».

Il tweet ha innescato ulteriori commenti di “derisione” dove l’ex sindacalista ed ex bracciante viene paragonata a una «balena blu», al «Gabibbo» e per qualcuno la sua nomina all’«Agricoltura, va bene giusto a coltivare le patate, che se le magna tutte, sta grassona, è anche brutta e vecchia». 

«Bellanova ha solo la terza media»

Ma Teresa Bellanova è stata altresì attaccata per il suo percorso di studio, fermo alla terza media. Una scelta obbligata dal fatto di dover diventare bracciante agricola in Puglia sin dalla giovane età, maturando però ampia esperienza tra i braccianti, e venendo a diretto contatto con le piaghe del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori. 

E sono molti i personaggi politici (e non) che si sono subito mossi per difendere l’operato della ministra Bellanova, da Zingaretti a Orlando, passando per Matteo Renzi, che ha lanciato un duro attacco ai detrattori della neo ministra.

Renzi: «Chi la insulta va compatito»

«Chi insulta Teresa Bellanova per il suo abito – ha scritto Renzi su Facebook – per il suo fisico, per la sua storia di bracciante agricola divenuta sindacalista e poi ministro non è degno di una polemica pubblica: è semplicemente un poveretto. Gente che polemizza così va solo compatita, nemmeno criticata».

«Voglio però fare un augurio a chi ironizza sulle caratteristiche fisiche (quasi sempre sulle donne, chissà perché) – ha continuato il senatore dem – vi auguro di poter provare almeno una volta le emozioni di bellezza e stupore che le persone vivono quando ascoltano Teresa, la sua passione, la sua storia. Basti pensare ai suoi discorsi alla Leopolda: nessuno infiamma la platea come lei».

«Perché è triste la vita di chi passa il tempo a odiare gli altri sui social. Per voi sarebbe più utile imparare ad amare nella vita reale. E ad amarvi. Se poi qualcuno pensa che Teresa possa farsi fermare da qualche insulto, beh, è un problema vostro. Non la conoscete. Non ci conoscete», ha chiosato Renzi.

Ed è così che prosegue la linea di discredito aprioristico nei confronti di qualsivoglia esponente femminile che si trovi a esser protagonista nella scena politica italiana, dell’una o dell’altra fazione. 

Una messa alla berlina che va avanti da anni, unicamente nel nome di una presunta boutade in nome della libertà di opinione, che in realtà cela mero bullismo dai tratti misogini e sessisti e che colpisce – prima o poi – tutte le donne in politica.

Da Giorgia Meloni a Laura Boldrini, da Paola Taverna a Maria Elena Boschi, da Mara Carfagna a Emma Bonino: nessuna è esclusa, e la strada verso la piena accettazione delle donne nella politica italiana sembra essere, alle porte del 2020, ancora tutta in salita.

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