La bomba (in barba al programma col Pd) dal blog del viceministro M5s Cancelleri: «Via la concessione ai Benetton»

«L’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico del Paese», ha scritto il pentastellato

«Il nostro imperativo è proseguire sul percorso tracciato dall’ex ministro Toninelli, ossia quello della revoca delle concessioni ai Benetton». A scriverlo in un post sul Blog delle Stelle è Giancarlo Cancelleri, neo vice ministro dei Trasporti.

Il messaggio è un duro attacco dopo gli ultimi sviluppi sull’inchiesta che viaggia parallela a quella sul crollo del ponte Morandi a Genova e che ha visto la richiesta di 9 misure cautelari – di cui tre arresti domiciliari e sei misure interdittive – per i tecnici di Aspi e quelli di Spea, le controllate di Autostrade per l’Italia che si occupano del monitoraggio della rete autostradale.

Da quanto emerso dalle indagini, gli addetti ai lavori falsificavano i report sulle condizioni delle infrastrutture insieme ad un consulente esterno.

Un attacco che di certo non faciliterà il lavoro al Mit tra il neoviceministro e la titolare del dicastero, la Pd Paola De Micheli, che sul tema delle concessioni ha più volte ribadito di volersi attenere a quanto scritto sul programma condiviso tra Pd e M5s. E cioè agendo in un’ottica di «revisione» delle concessioni, più che un’azione di vera e propria revoca.

Cancelleri ha allora dichiarato che «chi ha causato la morte di 43 persone non può continuare a gestire le nostre strade». E ha poi aggiunto: «Vogliamo portare avanti una revisione generale del sistema delle concessioni nel nostro Paese, così che tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire gran parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione».

Il post si chiude con il vice ministro che spiega che in un «Paese civile non esiste che un manipolo di tecnici possa raggirare il Ministero delle Infrastrutture e 60 milioni di italiani, i quali hanno diritto a strade efficienti e sicure». 

E ha infine tuonato: «L’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico del Paese».

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