Immigrazione, concluso il vertice di Malta: trovato accordo per un documento comune. Conte: «Non arretreremo»

Fonti interne parlano di un «clima costruttivo». Ma l’adesione dei paesi Ue al piano, chiarisce Avramopoulos, sarà su base volontaria

Si è concluso con un accordo per un documento comune il vertice sull’immigrazione al Forte Sant’Angelo di Malta. All’incontro hanno preso parte i ministri dell’Interno di Francia (Christophe Castanier), Germania (Horst Seehofer), Italia (Luciana Lamorgese) e Malta (Michael Farrugia), con la partecipazione del Commissario europeo Dimitri Avramopoulos e del ministro finlandese Maria Ohisalo, in rappresentanza del Consiglio Ue in quanto detentore della presidenza europea di turno.

Sul tema è intervenuto anche Giuseppe Conte. «Sui migranti non accetteremo alcun meccanismo che possa risultare incentivante per nuovi arrivi, la nostra politica è molto rigorosa e non arretreremo di un millimetro, l’Italia deve decidere chi arriva nel suo territorio», ha detto il premier da New York dove sta partecipando al vertice sul clima.

Sui bastioni di fronte all’antica fortezza sede del vertice è stato issato un grande striscione con la scritta «EU, get your ships together» (letteralmente «Ue, metti insieme tutte le tue navi»): gioco di parole con l’espressione «Get your shit together» che significa «datti da fare».

Fonti interne al vertice riferiscono di un «clima costruttivo». La bozza di lavoro portata al tavolo dall’Italia prevede la ridistribuzione di tutti i «richiedenti asilo»: questa formula consentirebbe di dislocare nei Paesi europei che accettano di far parte dell’intesa la maggior parte di coloro che sbarcano e non solo coloro che hanno – ad un primo screening basato essenzialmente sulla cittadinanza – possono ottenere rapidamente lo status di rifugiato, cioè non più del 10% del totale.

Avramopoulos ottimista

Il commissario europeo per gli affari interni Dimitri Avramopoulos arrivando al Forte Sant’Angelo si è detto «ottimista» sull’esito del vertice. Ha poi definito il summit «un incontro molto importante» argomentando che «è il momento di prendere decisioni politiche e di prepararci per il futuro: data la mia esperienza e conoscendo molto bene il panorama delle migrazioni, vi posso dire che questa situazione andrà avanti per moltissimi anni. L’Europa deve essere meglio preparata e stare al fianco di paesi come Italia, Grecia, Malta, Spagna e Cipro».

Prendere decisioni politiche, ha continuato Avramopoulos, «significa che ci deve essere volontà politica. La Commissione europea è qui a nome di tutti gli altri stati che non sono qui e a presentare qualche idea su come possiamo uscire da questo stallo». Dopo aver aggiunto che il meccanismo di Relocation sarò comunque tra paesi «volontari», Avramopoulos ha concluso affermando: «Penso che alla fine di questo incontro saremo in grado di fare annunci molto forti e chiari».

La posizione italiana

Il ministro dell’Interno italiano Luciana Lamorgese all’ingresso del vertice ha commentato lapidariamente: «Speriamo che i lavori vadano bene. Abbiamo buone prospettive ma ne parliamo dopo». Più ottimista il ministro degli Affari Europei Enzo Amendola che, a Start, su SkyTg24 ha dichiarato: «Oggi a Malta si discuterà per la prima volta, insieme a Francia e Germania e alla Commissione Ue, la grande novità dei meccanismo di redistribuzione automatica dei migranti, per evitare che a ogni sbarco segua un negoziato».

Luciana Lamorgese con il sindaco di Milano Giuseppe Sala – foto Ansa

Per Amendola «il problema principale resta cambiare il regolamento di Dublino, ma a Malta ci sarà un primo passo importante: dopo 15 mesi di litigio ci si siede ad un tavolo con i partner europei». La «solidarietà» tra i Paesi europei di condividere gli oneri degli sbarchi con Italia e Malta per il ministro «è il primo passo», ma poi serviranno «anche nuovi meccanismi per affrontare un fenomeno strutturale, come i corridoi umanitari per i richiedenti asilo proposti dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen».

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