Migranti, via libera a Ocean Viking. Potrà attraccare nel porto di Messina

La politica dei porti aperti è fatta di sbarchi ma anche di summit: il prossimo, oggi il 23 settembre, a Malta in cui il ministro dell’interno italiano cercherà un accordo per un’equa redistribuzione delle persone salvate nel Mediterraneo

La nave Ong Ocean Viking potrà attraccare a Messina per far sbarcare i migranti soccorsi negli ultimi giorni. Sono 182 le persone a bordo, uomini, donne e bambini. L’imbarcazione, che si trovava al largo dell’isola di Linosa in Sicilia, stava affrontando condizione meteo avverse.

Quattordici i bambini in tutto, tra cui la più piccola di soltanto otto giorni. «Più metà della sua vita – riporta Medici Senza Frontiere – l’ha passata su una nave di salvataggio. Molti dei migranti sono stati rinchiusi in centri di detenzione, esposti alla violenza ed all’incertezza. Europa, ritardare il loro sbarco è disumano».

Tutte persone salvate nei giorni precedenti in tre occasioni differenti nei pressi della Libia da parte della nave umanitaria, gestita da Medici Senza Frontiere e SOS Méditerranée. Inizialmente 217 persone in tutto, trentacinque erano state fatte sbarcare a Malta.

Summit di Malta

«Chiediamo ai leader europei di trovare una soluzione immediata per lo sbarco delle 182 persone ancora a bordo e un meccanismo di sbarco predeterminato per tutte le persone soccorse nel Mediterraneo centrale. Sperando che l’incontro a La Valletta di lunedì non sia un’altra occasione mancata», auspica Medici Senza Frontiere.

Lunedì 23 settembre infatti potrebbe arrivare la svolta: il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese volerà a La Valletta per partecipare a un summit con i ministri degli interni della Francia e della Germania. Il tema è quello dell’immigrazione, l’obiettivo quello di porre le basi per un sistema di equa condivisione dei migranti, superando nei fatti gli Accordi di Dublino.

Diverse le proposte sul tavolo: redistribuzione automatica verso Paesi “volenterosi” dei migranti soccorsi in mare, sanzioni per gli Stati che non partecipano, rimpatri a carico dell’Europa (tramite Frontex) e rotazione dei porti di sbarco. L’esito non è scontato, anche visto che negli ultimi giorni Francia e Germania si erano dette disponibili ad accogliere soltanto il 25% dei migranti a testa.

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