Allarme delle Nazioni unite: la crisi da Coronavirus costerà 50 miliardi all’export globale

Prima ancora di valutare l’impatto del Coronavirus sulle produzioni in Europa, una cosa è chiara, dice l’Unctad, il dipartimento delle Nazioni unite che si occupa di commercio e sviluppo: lo stop all’economia cinese avrà un impatto sull’economia mondiale di almeno 50 miliardi.


«A febbraio, l’indice PMI (Purchasing Manager’s Index) del settore manifatturiero del Paese, indice significativo per la produzione, è sceso di circa 22 punti a 37,5, il dato più basso dal 2004. Un tale calo della produzione implica una riduzione del 2% delle esportazioni su base annua», si legge nel report pubblicato dall’Unctad.

Secondo le stime dell’organizzazione interna all’Onu, ad essere maggiormente colpiti sono i settori degli  strumenti di precisione, i macchinari, l’automotive e le apparecchiature di comunicazione.

La più connessa alla Cina, tra le economie globali – e dunque la più esposta – è l’Unione Europea (15,6 miliardi di dollari), seguita dagli Stati Uniti (5,8 miliardi di dollari), il Giappone (5,2 miliardi di dollari), la Repubblica di Corea (3,8 miliardi di dollari), la provincia cinese di Taiwan (2,6 miliardi di dollari) e il Vietnam (2,3 miliardi di dollari).

«Oltre a gravi minacce per la vita umana, l’epidemia di coronavirus comporta gravi rischi per l’economia globale», ha detto il segretario generale dell’Unctad Mukhisa Kituyi.

Il parere degli esperti:

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