Coronavirus, Usa: nella gestione dell’emergenza Cuomo diventa l’anti-Trump

Il governatore dello stato di New York, che ad oggi registra più della metà dei casi complessivi negli Usa, per scelte e narrazione sembra incarnare una versione democratica del Rudolph Giuliani dell’11 settembre

Nello Stato di New York i casi positivi di Coronavirus hanno superato i 15 mila, oltre la metà di quelli in tutti gli Stati Uniti (26.747). La concentrazione dei casi nello Stato e le misure messe in campo stanno facendo del governatore Andrew Cuomo il vero contraltare al potere federale del presidente Donald Trump.


Cuomo ha adottato misure drastiche, imponendo di fatto la serrata in uno Stato di 20 milioni di abitanti. Ha inoltre emanato la legge Matilda, in omaggio alla madre 88enne per proteggere anziani e persone vulnerabili. In più, contemporaneamente alle misure amministrative di ordine pubblico, ha lanciato un messaggio politico e sociale nel pieno dell’emergenza, esortando i suoi concittadini a «restare umani» e a essere riconoscenti nei confronti dei lavoratori dei servizi all’epicentro dell’epidemia.

Così il governatore democratico, con la sua presenza quotidiana, è diventato l’anti-Trump, proponendo risposte pratiche al messaggio del presidente, spesso risultato contraddittorio e, conseguentemente, debole. Gli Stati Uniti da sempre nelle emergenze, come lo è e lo sarà probabilmente a lungo quella dell’epidemia di coronavirus, cercano la leadership forte: oggi il figlio di Mario Cuomo con il suo «Combatto per voi» sembra poter incarnare quel ruolo, in una sorta di versione democratica del Rudolph Giuliani dell’11 settembre.

Oggi Cuomo ha annunciato il sequestro di tre campus e del Javits Convention Center a Manhattan per convertirli in ospedali temporanei e il plauso è stato bipartisan. «Sono favorevolmente colpito dai suoi briefing», ha detto proprio l’ex sindaco Rudy Giuliani. «Non vedo l’ora di seguire la conferenza stampa quotidiana di Cuomo. Mi piace per come parla di questioni di governo e poi offre consigli psicologici», ha scritto invece su Twitter l’ex ambasciatrice di Trump all’Onu, Nikki Haley, precisando che il suo «non è un commento sarcastico: sono seria».

La Fox, la rete preferita di Trump, azzarda che Cuomo, che per due volte ipotizzò una corsa alla Casa Bianca senza però mai candidarsi, «potrebbe far preoccupare Joe Biden e Bernie Sanders», soprattutto se l’epidemia coronavirus dovesse costringere a uno slittamento delle presidenziali. Cuomo però non è mai stato così popolare come oggi, soprattutto all’interno dell’establishment democratico: durante la sfida per il rinnovo del mandato contro l’attrice Cynthia Nixon, il suo stile caustico gli aveva creato non poche inimicizie fra i dem.

Ma oggi il figlio di Mario Cuomo sembra essere maturato anche dal punto di vista comunicativo. Il suo messaggio e le sue scelte valicano i confini dello stato di New York e arrivano all’intero Paese: il suo segreto sembra essere la disintermediazione e la personalizzazione dell’approccio: come parlare spesso dell’anziana madre, ma anche delle tre figlie, una delle quali, Michaela Kennedy Cuomo, ha esortato i giovani coetanei a restare a casa durante lo «spread break», la pausa di primavera dagli studi all’insegna del divertimento.

Immagine: Il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo (al centro) insieme al sindaco della città di New York Bill de Blasio (a destra) e al commissario alla Salute dello stato Dottor. Howard Zucker (a sinistra) durante la conferenza stampa sui primi casi di coronavirus a New York, il 2 Marzo del 2020 – ANSA

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