Renzi propone di «Riaprire il Paese» e viene sommerso dalle critiche (di politici e scienziati). Burioni: «Bisogna stare tappati in casa»

Il leader di Italia Viva ha rilasciato un’intervista in cui chiede di far ripartire fabbriche e scuole

«Riapriamo. Perché non possiamo aspettare che tutto passi». In un’intervista di Arturo Celletti pubblicata su Avvenire, Matteo Renzi ha tracciato la sua rotta per affrontare l’epidemia di Coronavirus. Una rotta in gran parte contraria alle richieste della comunità scientifica e alle strade seguite dal governo in questi giorni.


Il leader di Italia Viva propone infatti un piano di riapertura da rendere operativo già nei prossimi giorni: «Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe». Per Renzi infatti il rischio è soprattutto per chi è più in difficoltà economica: «L’Italia non può stare ibernata per un altro mese perché così si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate».

Le critiche, dei politici e dei virologi

«Mi rattrista leggere che un ex Presidente del Consiglio, in un momento così difficile, pur di stare al centro dell’attenzione faccia proposte dannose nel merito e pericolose». La critica di Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali, è solo il primo sparo di una raffica che nella mattinata di oggi si è abbattuta sulle parole di Renzi. Come lui anche altri politici, Vito Crimi del M5s ha commentato: «Non vorrei che l’uscita di Renzi sia del tipo “chiudiamo tutto, apriamo tutto”. Conte ha dimostrato di saper affrontare tutto con la dovuta moderazione del caso».

Oltre ai politici però, anche diversi scienziati si sono espressi sulle posizioni dell’ex premier, come l’epidemiologo Pierluigi Lopalco: «Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato». Dello stesso parere anche il virologo Fabrizio Pregliasco: «Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E’ giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione dei morti che c’è stata in Lombardia».

Su questa intervista è intervenuto anche il virologo Roberto Burioni: «La situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve. Al momento bisogna stare tappati in casa, altrimenti si vanificano i sacrifici che abbiamo fatto fino ad ora, punto e basta».

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