Coronavirus, i numeri in chiaro. Il dottor Pregliasco: «Attenzione alla volatilità dei dati giornalieri» – La videointervista

Il direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano ha analizzato per Open gli ultimi dati dell’epidemia. Se ieri si erano registrati 5.217 nuovi casi positivi, il 30 marzo il numero è sceso a 4.050

I dati diffusi dalla Protezione civile il 30 marzo dicono che in Italia, attualmente, sono stati riscontrati 101.739 casi di positività al Coronavirus: 14.620 guariti, 75.528 ancora infetti e 11.591 morti. Se nella giornata di ieri, 29 marzo, si erano registrati oltre 5.217 nuovi casi di positività, oggi il numero è leggermente sceso a 4.050. «L’andamento è timidamente positivo. Rimane il grande dubbio, però, sulla volatilità dei dati giornalieri perché lo scorso weekend il numero di tamponi fatti è diminuito parecchio».


Fabrizio Pregliasco, epidemiologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, sottolinea: «Questi dati sono indicativi, però mancano ancora tante informazioni. La finalità è di sanità pubblica, non di esame campionario statistico sulla diffusione della malattia, il quale dovrebbe avere modalità più sofisticate dal punto di vista della misurazione».

«Se vogliamo analizzare il dato grezzo – aggiunge Pregliasco –, purtroppo constatiamo che i casi di decessi sono ancora tanti. Il 30 marzo sono aumentati rispetto al giorno precedente: siamo passati da 756 a 812. Rimane solo una considerazione da fare a riguardo: questi decessi sono relativi a infezioni avvenute come minimo una settimana fa. Con le dovute cautele, la diminuzione dei nuovi casi positivi sembra però dirci che i provvedimenti presi si stanno rivelando efficaci».

«Quello che stiamo osservando dai dati – conclude Pregliasco – è lo spostamento in avanti di un picco che non ci sarà. Non vedremo una vetta. Con le misure di mitigazione e distanziamento sociale abbiamo schiacciato la curva dei contagi, trasformandola da una montagna a una collina. Siamo ancora in quella fase di salita, speriamo di assistere nei prossimi giorni a un’effettiva inversione di tendenza».

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