Coronavirus, lieve aumento dei nuovi positivi: 1.615 da ieri. Crescono anche le vittime: 610. In calo i pazienti nelle terapie intensive – Il bollettino della Protezione civile

Tornano ad aumentare contagi e decessi. Sono 143.626 i casi totali. Sale a 28.470 il numero dei guariti

Il bollettino del 9 aprile

Con 610 vittime nelle ultime 24 ore per Coronavirus, il numero complessivo dei morti è salito a 18.279. Secondo l’ultimo bollettino della Protezione civile illustrato da Angelo Borrelli i nuovi positivi sono 1.615, per un totale di 96.877. Nell’ultimo giorno, sono stati effettuati 46.244 tamponi. I casi totali sono ora 143.626, con un incremento di 4.204 in un giorno.


I pazienti dimessi sono in totale 28.470, con 1.979 persone guarite nelle ultime 24 ore. Quelli ricoverati in strutture ospedaliere con sintomi sono 28.399, di cui 3.605 in terapia intensiva. Quest’ultimo dato continua a calare per il quarto giorno consecutivo, con 88 pazienti in meno da un giorno all’altro. Aumentano a 64.873 le persone in isolamento domiciliare, contro i 63.084 di ieri.

La situazione regione per regione

La conferenza stampa del 9 aprile

Locatelli: «Per la fase due va ridotto carico sulle terapie intensive»

Intervenendo dalla sede della Protezione civile, per il bollettino quotidiano sull’andamento dell’epidemia Coronavirus, il presidente del Consiglio superiore di sanità ha ribadito come il dato delle terapie intensive sia incoraggiante: «Siamo a cinque giorni su giorni con un calo rispetto al giorno precedente». Parlando della “fase due”, il presidente del Css ha chiarito che la riduzione «di questa pressione di carico assistenziale sarà utile anche e soprattutto nelle regioni a maggior impatto epidemico nell’ottimizzare la gestione dei malati affetti da patologie diverse da covid19 che non sono venuti a scomparire».

«Meno di 10 morti in 10 regioni è un successo»

«Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi, ci sono 10 regioni, principalmente del centro sud, e la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10. Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale», ha aggiunto Locatelli commentando i dati delle ultime 24 ore.

«Fase 2 dovrebbe essere a livello nazionale»

«Le decisioni politiche che verranno prese dovranno, a mio avviso, avere carattere di ordine nazionale piuttosto che regionale valutando piuttosto i profili di rischio dei vari lavoratori», ha aggiunto il presidente del Css in merito a una riapertura e alle professioni più a rischio. «Per esempio – ha spiegato – quella dei dentisti e quella dei parrucchieri sono categorie professionali fortemente a rischio. Chi lavora invece per la silvicoltura per evitare incendi boschivi rappresenta di converso una categoria con il rischio di contagio marcatamente più basso». Locatelli ha inoltre aggiunto come sia fondamentale rispettare le misure anche a Pasqua: «Ognuno di noi deve rigorosamente adeguarsi e rispettare le indicazioni, proprio sul piano della responsabilità individuale».

«Nessun operatore sanitario avrebbe dovuto morire»

Locatelli parlando dell’alto numero di medici e infermieri deceduti ha sottolineato come «nessun operatore sanitario avrebbe dovuto morire». Il presidente del Css ha ribadito che «chi assiste malati come questi deve essere sempre messo nelle condizioni» di poter operare con «dispositivi di protezione individuale» e necessità di una «formazione» perché «è evidentemente che uno scenario di questo tipo non lo avevamo mai vissuto e dunque c’è stato una sorta di learning process».

Ieri e oggi a confronto

Nel bollettino di ieri, 8 aprile, risultavano 95.262 positivi in Italia. Focalizzando Regione per Regione, ieri la situazione era la seguente: 28.545 positivi in Lombardia, 13.110 in Emilia-Romagna, 10.989 in Piemonte, 10.171 in Veneto, 5.557 in Toscana, 3.562 nelle Marche, 5.557 nel Lazio, 3.245 in Liguria, 2.859 in Campania, 2.238 in Puglia, 1.893 in Sicilia, 1.940 nella Provincia autonoma di Trento, 1.415 in Friuli Venezia Giulia, 1.534 in Abruzzo, 1.281 nella Provincia autonoma di Bolzano, 823 in Umbria, 840 in Sardegna, 755 in Calabria, 606 in Valle d’Aosta, 270 in Basilicata e 181 in Molise.

L’andamento dei nuovi contagi negli ultimi 10 giorni

I positivi Regione per Regione

In base ai dati ufficiali della Protezione civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

I casi (totali) provincia per provincia

Il parere degli esperti:

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