Coronavirus, Boris Johnson uscito è dalla terapia intensiva. In Usa superate le 16mila vittime. Quasi un milione e mezzo di contagi nel mondo

Il premier britannico, trovato positivo al Coronavirus, è ancora ricoverato in ospedale. In Germania Merkel respinge l’ipotesi Eurobond. Negli Stati Uniti continua ad aumentare il bilancio dei contagi e delle vittime. La Cina vieta il consumo alimentare di cani e gatti

I casi di contagio da Coronavirus nel mondo sono quasi 1.5 milioni. Stando ai dati forniti dalla Johns Hopkins University, i positivi registrati ufficialmente finora sono 1.447.412. Le morti sono in tutto 91.783, mentre i guariti salgono a 344.467. I Paesi più colpiti sono gli Stati Uniti con 363.851 positivi, la Spagna con 152.446 e l’Italia con 143.626 casi registrati (e il più alto numero di decessi: 18.279.


Cani e gatti non potranno più essere mangiati in Cina: la decisione di Pechino

Il ministero dell’Agricoltura di Pechino ha reso noto attraverso il documento Catalogo nazionale delle risorse genetiche del bestiame e del pollame che non sarà più possibile mangiare cani e gatti. Una decisione scattata a fronte della pandemia di Coronavirus e che si va ad aggiungere a quella relativa al divieto di consumo di animali selvatici scattata a febbraio.

Regno Unito

EPA/JULIAN SIMMONDS / POOL | Il primo ministro britannico, Boris Johnson

Il premier britannico Boris Johnson non si trova più in terapia intensiva. Ad annunciarlo è un portavoce di Downing Street. Il primo ministro era stato ricoverato sabato scorso e il giorno dopo era stato portato in terapia intensiva per un aggravamento delle sue condizioni. Johnson, trovato positivo al Coronavirus dieci giorni fa, rimarrà all’ospedale St Thomas.

Stati Uniti

EPA/Chris Kleponis / POOL | Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump

Gli Usa hanno superato le 16 mila vittime a causa del Coronavirus: i morti sono ora 16.129, mentre i casi di contagio sono 454.304, secondo i dati elaborati dalla Johns Hopkins University.

Stando a un rapporto segreto degli 007 americani, riportato da Abc nelle ultime ore, l’intelligence americana aveva messo in guardia già agli inizi di novembre sull’infezione che si sarebbe diffusa di lì a poco. La relazione metterebbe in evidenza che il contagio si stava diffondendo nella regione di Wuhan in Cina, mettendo a rischio la popolazione già a novembre dello scorso anno. Le conclusioni dell’analisi condotta dal National Center for Medical Intelligence sottolineavano che avrebbe potuto trattarsi di un «cataclisma».

Donald Trump appare ottimista davanti alla stampa. «Potremmo riaprire il Paese in fasi, forse anche prima del previsto – dice il presidente americano – ma ogni decisione si baserà molto sulle indicazioni degli esperti». «Stiamo facendo meglio delle iniziali previsioni nel bilancio delle vittime». Resta molto critico con l’Organizzazione mondiale della sanità che, a suo avviso non ha lavorato come avrebbe dovuto: «Ha sbagliato sul Coronavirus, minimizzando inizialmente la minaccia». Trump torna dunque ad attaccare l’Oms, nel quotidiano punto con la stampa. Oms alla quale – evidenzia Trump – gli Stati Uniti contribuiscono con 452 milioni di dollari contro i 42 milioni stanziati dalla Cina.

Intanto, secondo il New York Times, il virus sarebbe arrivato a New York a metà febbraio dall’Europa e non dall’Asia. «Ha cominciato a circolare settimane prima che il primo caso fosse confermato, ed è stato portato soprattutto da viaggiatori dall’Europa, non dall’Asia», scrive il giornale citando nuovi studi condotti dalla Icahn School of Medicine del Mount Sinai e di N.Y.U. Grossman School of Medicine su genomi del coronavirus prelevati da residenti dell’area di New York alla metà di marzo.

Olanda, Rutte: «Solidali ma contrari al debito comune»

Ansa/Il premier olandese Mark Rutte

Durante una conferenza stampa il premier olandese Mark Rutte ha ribadito ancora una volta la posizione del suo esecutivo sull’emissione di un debito comune: «Siamo solidali, sulle condizioni per il Mes non dirò niente». Rutte ha difeso la posizione portata all’Eurogruppo dal ministro delle Finanze Woepke Hoekstra, chiarendo ancora una volta che i Paesi Bassi non sono soli nel dibattito, specialmente sugli Eurobond. Secondo il premier alla riunione è possibile un accordo, ma il dibattito è complicato.

Nella serata di ieri, 8 aprile, il Parlamento olandese ha approvato due risoluzioni che esortano il governo a non accettare l’ipotesi Eurobond per gestire in Ue l’emergenza Coronavirus. Il Parlamento chiede anche al governo di tenere il punto sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes, che nella sua versione light dovrebbero sparire per andare incontro alle esigenze dei Paesi più colpiti (come l’Italia). Le mozioni, presentate rispettivamente dal partito anti-Ue Forum per la democrazia (FvD) e da una formazione trasversale di deputati, non sono vincolanti. Danno, però, un chiaro indirizzo politico al governo.

Merkel, Coronabond: «Manca un’unione politica»

Pixabay/Angela Merkel

La cancelliera Angela Merkel, in riunione con il suo gruppo parlamentare Cdu-Csu, ha ribadito la sua contrarietà all’opzione Eurobond per affrontare l’emergenza Coronavirus. La cancelliera si è mostrata molto aperta alla solidarietà finanziaria della Germania ma ha aggiunto che manca «un’unione politica» per i coronabond.

FMI: «Peggior crisi dai tempi della Grande Depressione»

Il Coronavirus ha scatenato «una crisi come nessun’altra» e il 2020 registrerà «la peggior caduta economica dai tempi della Grande Depressione». Così la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, apre i lavori dell’assemblea primaverile dell’istituto, che quest’anno si svolgeranno totalmente in modalità virtuale.

Il virus «ha distrutto il nostro ordine economico e sociale alla velocità della luce e con una potenza che non ha memoria in essere vivente». «Dobbiamo confrontarci con una straordinaria incertezza sulla durata e la profondità della crisi», sottolinea Georgieva. «Ma è comunque già chiaro che la crescita globale girerà nettamente in negativo nel 2020». Appena 3 mesi fa, osserva, «ci attendevamo un andamento positivo del reddito pro capite in 160 dei Paesi membri nel 2020. Oggi, il numero si è invertito: ora stimiamo che in oltre 170 Paesi l’andamento sarà negativo quest’anno».

Spagna, Sanchez: «Raggiunto il picco»

Ansa/Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez

In Spagna si registra oggi un calo nel numero delle vittime aan causa del Coronavirus: sono 683 i morti in 24 ore, 74 meno di ieri. Il bilancio totale sale a quota 15.238. Lo riferiscono le autorità sanitarie spagnole, citate dalla Efe, che sottolineano anche il dato dei nuovi contagi: 5.756. Il totale dei positivi al Covid-19 è così di 152.446. Sono +4.044 le persone guarite, l’8,42% in più, per un totale di 52.065.

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato in Aula al Congresso che «la Spagna ha raggiunto il picco della pandemia da coronavirus e comincerà presto il processo di allentamento dell’attuale lockdown». «Comincia la de-escalation – ha detto – ma il ritorno alla normalità sarà graduale e in linea con la gravità della situazione».

Libia

Ansa/Alba su Tripoli, Libia

I casi di Coronavirus registrati ufficialmente in Libia sono 21. Lo comunica l’Organizzazione della Sanità, che incoraggia tutta la popolazione a seguire le regole igieniche per prevenire l’infezione. Il reale numero di contagi nel Paese nordafricano potrebbe essere molto più alto.

Iran

Ansa/Teheran, Iran

Settimo Paese al mondo con 66.220 casi, l’Iran continua a vedere un incremento delle vittime da Coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono morte 117 persone per un bilancio complessivo che sale a 4.110. Ad annunciarlo è il ministro della Salute iraniano. Ma gli ultimi dati, secondo un portavoce, mostrano una flessione del numero di nuove infezioni: «Abbiamo registrato 1.634 nuovi casi, che portano il totale a 66.220», ha aggiunto.

Germania

Ansa/Porta di Brandeburgo, Berlino, Germania

Sono saliti a 113.296 i casi di contagio da Coronavirus in Germania. Lo riporta la mappa dedicata al monitoraggio dell’epidemia messa a punto dalla Johns Hopkins University. Stando all’Istituto americano, le vittime sarebbero 2.349. Per il Robert Koch Institut tedesco, invece, le vittime risultano essere 2.107 e le persone colpite dal virus 108.202.

Pakistan

Ansa/Islamabad, Pakistan

I casi di positività al Coronavirus registrati in Pakistan hanno raggiunto i 4.322, +248 in 24 ore. A comunicarlo è stato il Ministero della Salute, dichiarando che il numero dei morti è salito a 63 (+5). La notte scorsa il premier Imran Khan ha lanciato un appello alla nazione, esortando i cittadini a restare a casa. Sono 31 i ricoverati in gravi condizioni e 572 invece le persone che sono guarite. La provincia più colpita resta quella del Punjab orientale, con 2.171 casi registrati.

Oxfam, mezzo miliardo persone a rischio povertà

Ansa/Oxfam

Gli effetti del Coronavirus cominciano a pesare a livello mondiale. Mezzo miliardo di persone sono a rischio povertà. Lo sostiene l’Oxfam, stimando che il 6-8% della popolazione mondiale potrebbe «scivolare in povertà in assenza di rapidi aiuti». Se le stime si avverassero si tratterebbe di un passo indietro di dieci anni nella lotta alla povertà e di un passo indietro di 30 anni in alcune aree dell’Africa sub-sahariana. L’avvertimento arriva a pochi giorni dall’inizio dei lavori delle riunioni di primavera del Fono monetario internazionale e della Banca Mondiale.

Argentina

EPA/JUAN IGNACIO RONCORONI

Aumentano i contagi anche nell’America Latina. In Argentina, il ministero della Sanità ha comunicato che nelle ultime 24 ore i positivi al virus confermati hanno raggiunto quota 1.795, mentre i morti sono saliti a 65. Di fronte a questo preoccupante aumento di casi, il presidente Alberto Fernández ha detto di essere certo che la quarantena sarà estesa oltre il 12 aprile. «Non sarà revocata, rivedremo soltanto le autorizzazioni di persone impegnate in specifici settori». I cambiamenti nei grandi centri abitati «saranno pochi», ha detto. Mentre «saranno aumentati i controlli». Inoltre, le autorità argentine hanno annunciato una importante operazione di controllo della circolazione veicolare, per impedire il trasferimento di residenti delle grandi città verso la costa in occasione delle festività pasquali.

Il parere degli esperti:

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