Coronavirus, Conte: «A settembre si torna a scuola». Con la Fase 2 più spostamenti. Sì alle cene in casa, ma è presto per bar e ristoranti

In un’intervista a Repubblica il premier glissa sulla questione delle autocertificazioni e dichiara: «Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento»

In un’intervista a Repubblica il presidente del Consiglio Giuseppe Conte anticipa alcuni punti sulla Fase 2, i cui dettagli dovrebbero arrivare tra stasera e i primi giorni della prossima settimana. Confermata la chiusura delle scuole fino a settembre per evitare nuovi contagi da Coronavirus, temuti dalla Commissione tecnico scientifica con un ritorno prematuro in classe, e la riapertura di alcuni settori produttivi – dalla manifattura alle costruzioni – per il 4 maggio e, «a partire della prossima settimana», di alcune attività strategiche come l’edilizia carceraria e scolastica. Ci vorrà più tempo invece per riaprire bar e ristoranti, anche se il premier rassicura sul fatto che si sta lavorando per migliorare la consegna a domicilio e i servizi d’asporto.

Messe, mascherine e libertà di movimento

Da maggio si potrà uscire di casa un po’ più facilmente, ma non sarà un liberi tutti. Conte non si sbilancia sul destino del modulo di autodichiarazione per gli spostamenti anche all’interno della propria Regione, tema che sta dividendo il governo. Ma qualche allentamento sulle restrizioni è previsto, con nuove regole che riguardano i trasporti e le cerimonie religiose, in fase di definizione. L’obbligo di indossare la mascherina sarà quasi certamente obbligatorio su tutto il territorio nazionale, per questo Conte ha confermato quanto già anticipato dal commissario Arcuri che i prezzi saranno calmierati dal governo.

I dubbi sul trasporto pubblico e sui nuovi focolai

Sono diversi i nodi ancora da sciogliere e non riguardano soltanto la data di riapertura di negozi, bar e ristoranti per cui, probabilmente, bisognerà aspettare almeno altre due settimane dal 4 maggio. Innanzitutto, c’è il problema di evitare lunghe file e assembramenti sul trasporto pubblico, reso ancora più complicato dall’introduzione di nuovi controlli (è prevista l’installazione di termoscanner in tutte le stazioni, oltre agli aeroporti). C’è poi la questione delle mascherine, dove e quando indossarle, se rendere il loro uso obbligatorio non soltanto sul trasporto pubblico o nei luoghi al chiuso, ma anche all’aperto, o semplicemente lasciarla come “raccomandazione” anche date le difficoltà nel trovare mascherine per 60 milioni di cittadini.

Non è ancora chiaro inoltre – come rivela la risposta del premier Conte – se scompariranno i moduli di autocertificazione e se i cittadini potranno quindi muoversi liberamente nella propria regione. Altro punto spinoso riguarda la chiusura di eventuali nuovi focolai, evitando la creazione di nuovi scontri tra Stato e Regioni.

Bagni al mare e funerali

Ma ci sono anche delle novità, su cui il premier non si è espresso direttamente, ma che trapelano dalla stampa e dal Governo. Come è stato specificato sul sito del Governo ieri è consentito, per chi vive vicino al mare o a un lago o un fiume, farci il bagno, purché lo faccia in solitaria, rispettando le distanze di sicurezza. Altra novità riguarda i funerali: sarà permesso celebrarli, anche per chi finora non ha avuto modo di farlo.

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